L’orso Mario? Una bestia feroce  «Deve stare alla larga dalle case»
La cucina visitata dall’orso Mario

L’orso Mario? Una bestia feroce

«Deve stare alla larga dalle case»

Il casoGiorgio Mazza in Canada fu aggredito da un animale di 8 quintali

«Mi salvò l’intervento di un cercatore d’oro che lo uccise con il fucile»

«Gli orsi sono bestie feroci e di loro bisogna diffidare». Queste sono le parole dell’ingegner Giorgio Mazza, in merito alle peripezie dell’orso marsicano Mario, che qualche giorno fa si è introdotto in un’abitazione in provincia di L’Aquila.

Ricordi lontani

Il parere di Giorgio Mazza non è da sottovalutare perché lui un incontro ravvicinatissimo con un orso nero l’ha avuto in Canada il 27 maggio del 1978: «L’anno prossimo corre il quarantesimo della mia sopravvivenza dalle grinfie dell’orso. Per questo dico che le nostre montagne sono troppo antropizzate per permetterci certi ospiti».

L’ingegnere, che ha 79 anni, è stato per molto tempo responsabile delle strade della provincia di Como e Lecco. E le strade sono sempre state la sua passione anche come coraggioso ciclista. Con la sua due ruote, che di nome fa Hannibal, ha girato il mondo e proprio in Canada si imbatté in un orso e non fu un incontro amichevole. Impegnato a pedalare su una di quelle strade canadesi che non hanno mai fine, il nostro ciclista fu assalito da un orso di 800 chili che lo azzannò e, afferratolo per un braccio, se lo stava portando nel bosco che costeggiava la strada: «Non sarei qui se il cercatore d’oro canadese David Miscavish, di Dawson Creek, sulla Route d’Alaska, non avesse avuto il coraggio di sparare alla testa di quell’orso che era ad un palmo di mano dalla mia. Devo gratitudine a lui, al chirurgo Anthony Kenyon ed a tutte le persone del Fort Nelson General Hospital, che mi conservarono in vita e non mi lasciarono mai solo». L’ingegnere fu ricoverato in condizioni pessime, gli diedero un totale di più di ottocento punti, di cui centocinquanta nel braccio e centocinquanta in testa. «Quell’orso – ci dice ancora Giorgio Mazza - mi stava facendo la fattura, ma era un animale, seguiva il suo istinto. Per questo sostengo sia meglio tenerli alla larga dagli uomini. Peraltro, gli animali non sono stupidi e gli orsi hanno capito benissimo che è meno faticoso inseguire un uomo piuttosto che un coniglio».

Reciproca convivenza

Mazza diffida anche dalle tecniche di monitorizzazione, che dovrebbero garantire la reciproca convivenza tra gli uomini e gli orsi: «Ci dicono che gli orsi sono controllati con il gps, ma cosa dire dell’orso Mario che è entrato in una casa e di quelli che arrivano nei paesi? Già quarant’anni fa, Riccardo Fiocchi mi regalò una rivista di caccia; in un articolo ci si chiedeva se gli orsi fossero animali da Walt Disney o bestie feroci. Io propendo decisamente per la seconda ipotesi e a dirmelo sono gli ottocento punti che ho rimediato in un incontro di cui avrei fatto volentieri a meno».


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