L’orso fa perdere le tracce: «Non si sa più dove sia»
Un’immagine dell’orso: dopo tante predazioni ha fatto perdere le sue tracce

L’orso fa perdere le tracce: «Non si sa più dove sia»

Da fine marzo non viene più captato il segnale del radiocollare. M25 potrebbe essere finito in una zona dove non c’è il segnale.

Fosse una persona probabilmente saremmo già a “Chi l’ha visto?” perché sono una decina di giorni che di lui non si hanno più notizie. Non si sa neppure se sia ancora in vita oppure morto, ipotesi, quest’ultima, remota. Lo scomparso è l’orso M25 che da fine marzo - quando si era cibato di un alveare a Stazzona - non ha più dato segnali col radiocollare che ne indica gli spostamenti. Da quel giorno inutilmente gli agenti della polizia provinciale stanno cercando il segnale e si sono mossi anche i colleghi di Brescia e del Parco nazionale dello Stelvio. Cercasi disperatamente, quindi, M25 ,non perché ci sia il timore che possa aver fatto altri danni, ma perché lo scopo della sua reintroduzione è comunque anche quello di tenerlo monitorato per studiarne il comportamento.

«Probabilmente è finito in una zona dove il segnale non prende, potrebbe essere ancora nel circondario di Stazzona dove è stato rilevato l’ultima volta prima di sparire, ma il segnale potrebbe essere semplicemente coperto da un ostacolo naturale» rivelano in Provincia. Gira in una zona non coperta dal segnale che dovrebbe informare gli esperti della sua posizione. Da Bormio ai dintorni di Tirano gli agenti della polizia provinciale hanno finora, invano, battuto la zona in attesa che M25 si facesse vivo. «Anche quando era stato in Val di Togno verso Ferragosto il segnale era mancato per quasi una settimana, ma questo è il periodo più lungo nel quale non abbiamo segnali da M25» fanno sapere dalla Provincia.

Non serpeggia preoccupazione che M25 possa essere stato giustiziato da qualche bracconiere, e anche l’ipotesi che si sia potuto spostare lontano non è molto accreditata, anche se l’animale può percorrere anche cento chilometri al giorno.

Il primo effetto che l’incertezza della posizione di M25 ha provocato è la sospensione momentanea da parte della Provincia della distribuzione dei recinti elettrificati dei quali ne ha in dotazione un numero maggiore che in passato avendoli recuperati da altre province lombarde che ne hanno minore esigenza di utilizzo: «Non ha senso distribuire i recinti ora che non sappiamo dove è l’orso, magari oggi distribuiamo un recinto in Alta Valle e domani scopriamo che l’orso è da tutta un’altra parte».

Risvegliatosi dal letargo a metà febbraio, M25 anche in questo inizio di 2015 aveva proseguito la serie di predazioni. La prima vittima, a metà febbraio, è stata l’asina del signor Biancotti in Pian di Gembro. Poi sono state le api di un apicoltore di Stazzona a stuzzicare l’appetito del plantigrado, che dopo aver fatto tanto clamore con i danni provocati, adesso preoccupa per il suo assordante silenzio. L’attesa affinché sia captato sale. «Lo stiamo cercando soprattutto con la polizia provinciale di Brescia e con le guardie del Parco dello Stelvio, ma il territorio è molto vasto», ammettono in Regione.


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