“L’Oro di Scampia” insegna

Giovani a confronto alla Piastra

Al Policampus la squadra cadetti campione d’Italia di judo

Domenica l’incontro nel progetto di riqualificazione del rione

Nel film “L’Oro di Scampia”, i protagonisti (un gruppo di ragazzi che praticano judo) sfilano in corteo per quel quartiere di Napoli, dopo un attentato incendiario, scandendo “Noi siamo di più”.

Una sfida alla camorra che li vuole condizionare a restare teppistelli da strada. Quei ragazzi oggi sono la squadra cadetti campione d’Italia di judo 2014. Questi ragazzi saranno a Sondrio domenica, al Policampus, dalle 10 alle 12, per confrontarsi coi ragazzi di Sondrio e raccontare (condividere) la loro esperienza.

«L’incontro rientra nel grande progetto di riqualificazione della Piastra, nel capoluogo, progetto che è allo studio del Comune» annuncia Maurizio Dura, delegato provinciale Fijlkam.

La trama

Tornando al film, c’è un poliziotto che aiuta i ragazzi e i loro genitori ad allontanarsi dalle brutte occasioni della strada. Quell’attore vestiva in realtà i “panni” proprio di Maurizio Dura. È stato lui a dare una mano sul campo (era alla polizia giudiziaria investigativa ai Quartieri Spagnoli e poi anche Scampia, rioni di Napoli) credendo fortemente nel pensiero di dare un’opportunità a tutti, svincolando il (probabile) risultato dalle possibilità economiche della famiglia del ragazzo. “No soldi, No sport. Non esiste”. Quei ragazzi ce l’hanno fatta (in un quartiere degradato) e saranno a Bergamo il 1° novembre per un torneo internazionale (Sankàku) con 1500 partecipanti provenienti da tutta Europa. E sapendo che Maurizio è “a tiro di schioppo” a Sondrio, si fiondano qua il 2.

Progetto

Maurizio è in Valtellina perché scampato a due agguati della Camorra (che non ha gradito il suo operato). Ha lasciato la Polizia, coltiva il suo grande amore, il Judo e con quello vorrebbe supportare il discorso in atto a Sondrio.

«Premetto: la Piastra non è assolutamente Scampia, però il discorso di dare una possibilità a tutti i ragazzi rimane, specie se la famiglia non può permettersi di pagare iscrizioni ai figli per praticare sport. E non solo judo, sia ben chiaro, ma qualsiasi disciplina e dando anche la possibilità di un punto di ritrovo per studiare nel dopo-scuola».

«Grande supporto abbiamo dall’Aics (Associazione Italiana Cultura Sport), dal sindacato Uil, dalle associazioni della Piastra Ippogrifo, Ava, Il Granello, Spartiacque, Lotta contro l’Emarginazione, Il Gabbiano Area Minori, ma soprattutto Comune di Sondrio».

«L’ambizione è creare un centro di alta specializzazione agonistica in una Palestra Sociale che vorremmo alla Piastra». Attualmente Dura è a Piateda, al Centro Sportivo Sociale del Gs Fiamme Azzurre, dal 2013, dove gestisce il Valtellina Judo (palestra) più una sala preparazione allo sport. «E di questo – dichiara Maurizio – ringrazio il Comune». n


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