Lombardia verso il rosso  Fontana: «Rischio concreto»
Attilio Fontana

Lombardia verso il rosso

Fontana: «Rischio concreto»

I dati sono in peggioramento, il presidente della regione è pessimista

La Lombardia vede rosso: a lanciare l’allarme il governatore Attilio Fontana. «La scorsa settimana l’Rt si è improvvisamente innalzato a 1,24 e tenendo conto dei nuovi parametri - ha spiegato il presidente della Lombardia - ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa». «Mi auguro che questi numeri si invertano» ha aggiunto, ma «stiamo peggiorando in tutti i parametri».

Ieri sono stati 1.431 i nuovi casi registrati in Lombardia, una percentuale del 10.7%. A meno di un’inversione di tendenza, il rischio della zona rossa è più che concreto. E in questo caso, è prevista «la chiusura delle scuole» superiori e dei due ultimi anni delle medie. Per Fontana, la scuola «è sicuramente la questione più grave dal punto di vista sociale. Sicuramente dovremo concentrarci di più».

«Avevamo fatto un progetto assolutamente preciso e ben fatto. Purtroppo però - ha aggiunto - l’improvviso peggioramento dei numeri ci ha costretto a cambiare opinione sulla riapertura «e ciò ci dispiace».

Dispiace anche ai ragazzi, che ieri sono scesi in piazza, anche sotto palazzo Lombardia, per chiedere di tornare in aula.

La questione per Fontana è che per le scuole «dobbiamo garantire che la riapertura consenta la garanzia che si possa arrivare a fine anno senza ulteriori interruzioni».

Di scuola, tra l’altro, si è parlato nella riunione Governo-Regioni sulle misure del nuovo Dpcm, che prevede la definizione di una zona bianca, con parametri di contagio molto bassi, ma anche il divieto nei bar di asporto dalle 18. Un modo per bloccare gli assembramenti della movida. Non si è invece parlato degli impianti di risalita.

Per uscire dall’impasse, o meglio «dall’ondeggiare fra zone” nella riunione con il Governo, insieme al governatore del Friuli Massimiliano Fedriga, Fontana ha chiesto «un criterio uguale per tutti che non insegua la suddivisione in zone».

Una «linea di prudenza uguale» che consentirebbe di ristorare immediatamente tutte quelle attività che sarebbero costrette a rimanere chiuse per mesi e darebbe anche certezze sulla riapertura delle scuole.

«Rivedere l’insieme dei parametri semplificandolo e rendendolo più legato alla realtà» è la proposta messa sul tavolo di confronto sulle misure in vigore dal 16 gennaio. Altrimenti sarà reale il rischio della zona rossa».


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