«Lo sviluppo delle Alpi è nei treni»
La Ferrovia Retica svizzera potrebbe arrivare a Venezia nel progetto di Transdolomites

«Lo sviluppo delle Alpi è nei treni»

Pietro Del Simone, presidente di Transdolomites, parla del confronto in corso sul progetto alpino. «Per quanto ci riguarda si parte dal traforo dello Stelvio per unire Tirano a Edolo e Malles tramite Bormio».

«Serve un’alternativa al traffico viabilistico di una zona montana di ampio valore come la nostra. Il completamento della rete ferroviaria sulle Alpi centrali assume anche una funzione cruciale sotto il profilo turistico e va considerata alla luce della candidatura alle Olimpiadi 2026». Ad un anno e mezzo dalla presentazione dell’associazione Transdolomites Valtellina e Valchiavenna (sezione locale del sodalizio attivo da una decina d’anni in Trentino per la promozione del trasporto ferroviario), torna a parlare Pietro Del Simone (ex sindaco di Tirano), presidente dell’associazione formata da circa duecento persone di diversa provenienza (professionisti, studiosi, amministratori pubblici), unite dal desiderio di sensibilizzare sulla necessità di completare le infrastrutture attuali e dar vita a una rete ferroviaria capace di collegare l’intero arco alpino, da est a ovest.

Transdolomites è stata, infatti, invitata qualche giorno fa al convegno “Quali ferrovie per le nostre montagne” che si è tenuto a Ponte di Legno per iniziativa di Lino Zani, conduttore di Linea Bianca su Rai1, che ha visto l’intervento, fra gli altri, di Marcello Serra progettista e vicepresidente del Cifi collegamento della Trento-Malé alla Brescia-Edolo ed Elmuth Moroder, che ha portato l’esperienza della riattivazione della linea Merano-Malles.

«Al convegno ho parlato del nostro studio di intercomunicabilità ferroviaria nella macro-regione alpina cui la Valcamonica è fortemente interessata, perché ha una strada di scorrimento fino a Edolo dopo la quale si forma un tappo, proprio come nella nostra provincia - afferma Del Simone -. Altrettanto interessate sono le Ferrovie Retiche che si aprirerebbero ad un collegamento con Venezia. Il progetto trae spunto dalle due linee di grande collegamento (Brennero e Gottardo), in mezzo alle quali si innesta con una serie di interventi ad anello per mettere in rete una vasta zona che interessa Francia, Italia, Svizzera, Austria e Slovenia. Sullo sfondo c’è l’ambito della macro-regione alpina, che fra i suoi obiettivi ha lo sviluppo dei collegamenti». In sostanza l’idea è quella di completare i tratti mancanti delle attuali reti ferroviarie: ad esempio collegare Tirano con Edolo e con Malles attraverso Bormio e il traforo dello Stelvio, unire Malè con Edolo, realizzare la ferrovia da Trento verso Canazei, Cortina e San Candido, collegare la Valchiavenna alla rete svizzera attraverso la Mesolcina.

«Ora che il traforo dello Stelvio è tornato in auge e che la Regione Lombardia ha riallacciato un dialogo con le Province di Trento e Bolzano è tempo di tornare a parlare di questo progetto che tocca quattro siti Patrimonio dell’Umanità Unesco (trenino rosso, Dolomiti, monastero di Müstair, il Parco delle incisioni rupestri della Valcamonica), cinque comprensori sciistici, oltre a stazioni termali e percorsi ciclabili - prosegue Del Simone -. Non sta a noi suggerire da dove iniziare, ma offrire un quadro generale, portarlo sul tavolo nel momento opportuno in modo che i centri politici possano condividerlo, stabilire le priorità e darne il via». Del Simone insiste che non si tratti di un sogno, ma di una «ipotesi di sviluppo», quantificata in 10 miliardi di euro. «I costi sono alti, ma si sta parlando di una visione da realizzare in più anni - conclude Del Simone -. Bisogna pensare in grande e partire per gradi, tanto più che ci sono diverse nazioni coinvolte e che si parla di un progetto di livello regionale, nazionale ed internazionale».


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