Livigno, scende valanga  Ore di apprensione
La valanga scesa la scorsa domenica sul Mortirolo a 2.300 metri di quota sotto la quale è morto un ventenne

Livigno, scende valanga

Ore di apprensione

Si è temuto che qualcuno fosse rimasto sotto, mobilitati due elicotteri.

Una settimana fa la tragedia sul Mortirolo a Tovo

Un’altra valanga, ieri pomeriggio, questa volta a Livigno e, per fortuna, non si registrano feriti né tantomeno vittime.

È successo poco dopo le 15: dopo il passaggio, pare, di uno sciatore, si è staccata una slavina che non ha coinvolto fortunatamente nessuno, nemmeno lo sciatore che l’ha causata. Sul posto si sono portati due elicotteri, uno partito dalla base di Caiolo e uno dalla provincia di Como, oltre al Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.

La paura, ovviamente, era che sotto la valanga ci fosse qualcuno, ipotesi scongiurata dopo il sopralluogo. Nessun ferito e nessuna vittima, quindi, ma la preoccupazione è stata grande, anche visti i recenti precedenti.

Proprio una settimana fa, sempre di domenica, sul Mortirolo, ai 2.300 metri del Boschetto, nel comune di Tovo Sant’Agata e a 200 metri dal confine con Monno, in provincia di Brescia, ha perso la vita Matteo Gestra, 20 anni appena, residente a Gravedona, in provincia di Como, travolto da una valanga lunga, ma non dal fronte particolarmente ampio, mentre si trovata in sella alla sua motoslitta. Con lui 4 amici, tutti residenti nel Comasco, rimasti miracolosamente illesi e che pare già nella stessa serata siano stati interrogati dai carabinieri della Compagnia di Tirano per ricostruire quanto accaduto.

Domenica scorsa il pericolo valanghe era 4 su una scala di 5, quindi decisamente alto.

Ieri, invece, era 3 su 5, marcato, comunque una situazione in cui era necessario prestare particolare attenzione.


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