Livigno, medico volontario  vaccina i coetanei a 84 anni
Il dottor Ceresa nel suo studio, in una foto scattata nel 2014

Livigno, medico volontario

vaccina i coetanei a 84 anni

Il dottor Ceresa, da anni in pensione, oggi sarà anche lui a Plaza Placheda per le vaccinazioni degli ultra 80 enni

Ci sarà anche un 84enne, Gian Battista Ceresa, medico in pensione, di Livigno, oggi a Plaza Placheda ad accogliere i 120 over 80 del posto, chiamati a effettuare la vaccinazione anti Covid. Incredibile, ma vero. Si era proposto, insieme ad altri medici in servizio in paese, ed è stato contattato.

Con lui, Luca De Giambattista, medico di medicina generale a Livigno, due infermiere dell’ambulatorio comunale e, a presidio del luogo, e a gestire gli afflussi in ingresso e in uscita, gli uomini della locale Protezione civile.

In zona Cesarini, perché anche qui, come altrove, l’allestimento non è stato facile, e l’intesa fra enti, sul piano organizzativo e comunicazionale, altrettanto, ma anche Livigno sarà della partita.

Un territorio che ha dato molto al Covid, con picchi di contagio notevoli registrati soprattutto nel mese di ottobre dello scorso anno, capaci di generare notevole apprensione nel sindaco del posto, Damiano Bormolini. Basti dire che Livigno è il quarto Comune per diffusione del contagio in provincia di Sondrio, dopo il capoluogo, Morbegno e Tirano, con 531 positivi da inizio pandemia, di cui 480 nella prima ondata, l’8% della popolazione. Da qui l’impegno garantito dal sindaco Bormolini a portare a casa anche la campagna vaccinale over 80, evitando il trasferimento dei numerosi anziani del posto a chilometri di distanza. Nella sola seduta di oggi tutti e 120 gli aventi diritto dovrebbero essere vaccinati, con richiamo il 23 prossimo.

Rinvio

Rinviata, invece, all’8 marzo la vaccinazione in Valmalenco, che era data in partenza per oggi stesso, a Chiesa. «In corso d’opera ci siamo resi conto che la location iniziale, il distretto di piazzetta Roma, non era adatto a ospitare le persone prenotate - assicura Renata Petrella, sindaco di Chiesa (98 nella prima giornata, sulle 470 totali aventi diritto, nda) -, per cui ci siamo spostati sul “Téc de tucc” di Torre di Santa Maria. C’erano problemi di spazi e di gestione, separata, di ingressi e uscite, oltre al concomitante funzionamento degli ambulatori medici presenti. E considerato che il punto vaccinale dovrà essere a disposizione per più giornate, come sindaci abbiamo pensato che era meglio optare per un ambiente dedicato e, in fondo, più vicino anche al Pronto soccorso di Sondrio, dovesse necessitare per l’eventuale insorgere di complicazioni allergiche».

Avvio tribolato

Di un avvio di campagna vaccinale anti Covid tribolato, per la Valmalenco, si tratta. Con anziani già “dirottati”, il 18 febbraio scorso, su Chiavenna, per via del Codice di avviamento postale identico a quello di alcuni Comuni valchiavennaschi, che ha fatto sì che il sistema di prenotazione regionale li assimilasse a quella zona, e con altri “spostati”, proprio per evitare loro di andare a Chiavenna, in extremis, sul Policampus di Sondrio. Per finire, in buon numero, erano già stati prenotati per oggi, al distretto di Chiesa, salvo poi, essere raggiunti, sempre all’ultimo, da una telefonata del call center regionale che li rinviava all’8 marzo su Torre di Santa Maria. Alla fine, comunque, vaccinazione sarà, anche per loro.


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