Livigno a Poschiavo: «Passo Forcola aperto, in cambio posti letto»
Il passo della Forcola in inverno resta chiuso per pericolo valanghe

Livigno a Poschiavo: «Passo Forcola aperto, in cambio posti letto»

Olimpiadi 2026 e il nodo della viabilità spingono il sindaco Bormolini a bussare alla Svizzera. «Dobbiamo ragionare come un comprensorio alpino».

Livigno bussa alla porta della Val Poschiavo e il motivo è sempre lo stesso: la strada per la Forcola che - chiusa in inverno - rappresenta una spina nel fianco per la località turistica valtellinese. «È vero, quel collegamento è importante per noi - sottolinea il sindaco della zona franca Damiano Bormolini e sappiamo bene come la vallata grigionese sia sensibile al riguardo. Ma credo che con le Olimpiadi del 2026 la strada per la Forcola possa diventare importante per tutto il comprensorio alpino: da Livigno alla Valtellina, fino a Poschiavo e all’Engadina. Ecco perchè sono sicuro che sia necessario sedersi al tavolo e fare riflessioni al riguardo: i Giochi invernali che ospiteremo avranno strascichi anche per gli anni a venire e quindi il settore ricettivo e l’indotto non potranno che beneficiarne. E Livigno, ha bisogno di posti letto».

Il primo cittadino Damiano Bormolini torna quindi alla carica per proporre l’apertura “no stop” della strada della Forcola, e sul piatto mette i numeri della ricettività. Livigno può contare su 4800 posti in albergo e 7mila nelle case vacanze. Logicamente non sono gli 800 posti letto della valle a sud del Bernina a fare gola, quanto piuttosto i numeri dell’Engadina.

Sankt Moritz e Pontresina avrebbero di che guadagnarci senza per giunta dover muover un dito. Il presupposto, però, è quello della viabilità. Ma un accordo sulla strada della Forcola per ora non c’è e non c’è mai stato, nonostante alcune dichiarazioni subito smentite di Regione lombardia che nei mesi scorsi - per bocca dell’assessore Antonio Rossi - lasciò intendere di avere trovato la quadra con Coira.

«Noi siamo ben disposti a discutere del tema e ad approfondire le possibilità di collaborazione che ci possono essere - afferma Giovanni Jochum, podestà (ovvero sindaco) di Poschiavo -. Cerchiamo sempre di avere buoni rapporti di vicinato e non a caso nelle ultime settimane ho incontrato i sindaci di Tirano e Grosotto...» «Se questa delle Olimpiadi è però un modo di fare rientrare dalla finestra ciò a cui abbiamo chiuso la porta in faccia, dico subito che Poschiavo non ci sta. Per capirci meglio: se l’obiettivo è quello di tenere aperta la strada tutto l’anno e per sempre, sono decisamente contrario.La proposta può essere interessante ma deve essere valutata per quello che è, ovvero una proposta contingente e soprattutto deve essere analizzata alla luce dei costi che potrebbe comportare la decisione di tenere il passo aperto anche in inverno».

Un tema, quello dei costi, che vede Comune e Cantone particolarmente attenti. «In Val Poschiavo abbiamo altre priorità: penso ad esempio alla tangenziale di Le Prese o di Raviscé e da quello che mi è dato sapere Coira è poco incline ad investire sulla Forcola, mentre è più propensa a lavorare sul passo del Bernina. Per poter prendere una decisione occorre avere chiaro i costi e gli interventi da fare. A questo punto mi aspetto che il sindaco di Livigno, si faccia avanti, con proposte concrete».


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