L’isola Pescaia come una discarica  «Oasi verde deturpata dagli incivili»
La passerella ciclabile che conduce sull’isola

L’isola Pescaia come una discarica

«Oasi verde deturpata dagli incivili»

Traona: bottiglie, lattine, plastica, cartacce, i resti di un falò, la batteria di una macchina. Il vicesindaco: «Un danno per tutti, così si rovina uno degli angoli più belli della Valle».

Bottiglie di vetro, lattine, contenitori di plastica, fazzoletti di carta, i resti di un falò, la batteria di una macchina. Sono tra i rifiuti ritrovati sull’isola della Pescaia in mezzo all’Adda tra Cosio Valtellino e Traona, circa 4 ettari e mezzo di natura che fino a pochi anni fa era incontaminata – perché quasi irraggiungibile – e che dal 2015 con la realizzazione dei due ponti-passerella che la collegano alle sponde destra e sinistra del fiume, è diventato un angolo unico del percorso lungo la pista ciclabile del mandamento di Morbegno.

Unico, frequentatissimo e apprezzato, ma non altrettanto rispettato stando a ciò che si ritrova nelle aree di sosta – ognuna dedicata a uno specifico tema ambientale e di biodiversità che contraddistingue l’isola – e nei boschi che costeggiano il percorso di circa 350 metri della ciclabile che la attraversa collegandosi poi alle due passerelle. Nei giorni scorsi un sopralluogo effettuato dalla Comunità montana che sull’isola sta recuperando un rudere che porterà alla realizzazione di un centro didattico, ha portato alla raccolta di una quindicina di bottiglie di vino abbandonate, tantissimi fazzoletti di carta gettati tra le piante che costeggiano il percorso ciclo pedonale, resti di pranzi e merende consumati sui tavoli delle aree di sosta lasciati direttamente in loco e anche i segni di un falò acceso all’altezza dell’area di sosta dedicata alla botanica. Non è la prima volta, comunque, che i segni dell’inciviltà di chi transita sull’isola della Pescaia si rendono evidenti: in passato sono stati ritrovati la batteria di un’automobile, tantissime lattine di birra e altri rifiuti.

«Gesti di inciviltà che vanno contro il lavoro che si sta facendo per la valorizzazione di una zona come quella del lungo Adda che rappresenta un patrimonio sia ambientale che di valore turistico per il nostro mandamento – afferma l’assessore all’agricoltura e foreste della Comunità montana di Morbegno, Walter Magrin – su cui si è investito e che è stata dedicata proprio all’educazione al rispetto del territorio. Sappiamo che i fruitori di questa zona sono numerosi e sia il Comune di Traona sia quello di Cosio Valtellino, sulle due sponde dell’Adda, non hanno tralasciato di attrezzare le rispettive zone con spazi appositi per la raccolta dei rifiuti».

«A Traona – conclude Magrin, che è anche vicesindaco del paese della costiera dei Cech – ci sono cestini per la raccolta rifiuti all’imbocco della ciclabile e poco distante dalla passerella di accesso all’isola che provvediamo con costanza a svuotare e mantenere fruibili. È inoltre evidente che basterebbe poco a chi produce rifiuti per rendersi conto del danno che arreca abbandonandoli nell’ambiente. Contiamo sulla civiltà di chi gode delle bellezze di questa zona e anche sul senso civico di chi, notando comportamenti scorretti, può farli presenti e anche segnalarli».


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