L’incendio sopra Caspano  «È un sorvegliato speciale»
L’incendio scoppiato alla fine dell’anno scorso a causa di un rogo di ramaglie sfuggito al controllo

L’incendio sopra Caspano

«È un sorvegliato speciale»

La sicurezza I 15 ettari di bosco distrutti accidentalmente sono monitorati. Chistolini: «Controlliamo i massi erratici, per ora no a misure specifiche».

Il versante di Caspano devastato dall’incendio sorvegliato speciale per scongiurare problemi di sicurezza. A un mese e mezzo dal rogo che ha devastato più di 15 ettari di bosco arrivando a minacciare lo stesso abitato di Caspano, frazione nella zona est del comune di Civo, le conseguenze non sono finite.

Gli ultimi giorni del 2016 hanno visto sparire nel fuoco una grande parte di bosco che sovrasta Caspano, in quelle settimane particolarmente secco vista l’assenza prolungata di piogge sulla zona, a causa di un fuoco di pulizia sfuggito alle mani di un giovane del luogo che si è successivamente fatto avanti dichiarando la propria responsabilità. Domate le fiamme con un intervento di quattro giorni da parte di vigili del fuoco, volontari, elicotteri e Canadair, adesso a preoccupare sono le mutate condizioni del versante che ha subito un grave danno alle aree boschive: «L’area dell’incendio è monitorata - spiega il primo cittadino di Civo, Massimo Chistolini - in quanto la presenza di numerosi massi erratici potrebbe provocare dei problemi sulla sicurezza». Al momento l’unica azione possibile è quella di controllo, che viene mantenuto costante su tutta la zona. Le conseguenze generali si verificheranno a lungo termine:«Per ora non sono previsti interventi specifici – prosegue il sindaco – è necessario attendere il passaggio di una stagione inverno-primavera-estate-autunno per poter verificare lo stato dei luoghi e nel caso prevedere interventi di ripiantumazione del bosco. Il fuoco è di per sé uno strumento di fertilizzazione e di ricrescita dell’erba, quindi da questo punto di vista non ci sono particolari preoccupazioni. Sarà un problema più serio per le piante ad alto fusto, per le quali appunto è necessario attendere il corso delle stagioni».

Una conseguenza dell’incendio di Caspano si è già fatta sentire e riguarda la fauna selvatica. È stato il presidente del comprensorio alpino di caccia di Morbegno, Enrico Marchesini ad evidenziare come «l’habitat particolare di quei boschi, oggi distrutti, che presentava vegetazione fitta e anche ricca di cibo, è venuta a mancare ai cervi che lo popolavano e che si sono visti costretti alla fuga verso altre zone. Anche in presenza di interventi di ripristino, i tempi lunghi che saranno necessari per riportare quella zona a condizioni favorevoli alla vita dei selvatici determina una ridistribuzione della popolazione in altre parti della montagna della costiera».


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