L’impresa a 66 anni: ha attraversato a nuoto lo Stretto di Messina
Paolo Portovenero alla partenza da Torre Faro, in provincia di Messina, per la traversata verso Cannitello

L’impresa a 66 anni: ha attraversato a nuoto lo Stretto di Messina

Paolo Portovenero, ex elicotterista dei Vigili del fuoco, aveva da due anni questo obiettivo. Ha nuotato per 3,4 chilometri in 57 minuti e 12 secondi

Quando uno nasce su un’isola meravigliosa come la Sicilia non può non avere nel Dna e nel cuore il mare. Ed anche se, nella vita, non ha mai praticato in maniera costante il nuoto, arriva un momento in cui il richiamo della propria terra, anzi, meglio dire, delle proprie acque arriva.

Nel caso di Paolo Portovenero, nato a Messina ma tiranese di adozione, elicotterista dei Vigili del fuoco in pensione, questo richiamo è arrivato a 66 anni. Ebbene, nei giorni scorsi, Portovenero ha attraversato lo Stretto di Messina dalla punta di Torre Faro nel Comune di Messina a Cannitello in provincia di Reggio Calabria. In tutto 3 chilometri e 400 metri percorsi a lunghe bracciate in 57 minuti e 12 secondi. Un grande risultato per il pompiere in pensione (è stato comandante del distaccamento dei Vigili del fuoco di Bormio) che neppure lui, come d’altra parte i suoi famigliari, compreso il giovane e neo assessore all’Ambiente del Comune di Tirano, Stefano Portovenero, si aspettava. «Ho sempre nuotato al mare, così per divertirmi, ma nulla di più - racconta Paolo -. Solo a 52 anni, anche per risolvere dei problemi a un ginocchio, ho iniziato a nuotare seriamente in piscina. Mi ha fatto da istruttore un ragazzo di Tirano, Alberto De Campo, che mi ha insegnato la respirazione e le tecniche. A furia di nuotare, ho iniziato ad andare bene, a divertirmi e ho visto i benefici a livello fisico. Da un paio di anni ho cominciato a coltivare il desiderio di attraversare lo stretto di Messina verso il quale ho sempre provato un’attrazione. Così ho intensificato gli allenamenti, arrivando a nuotare tre volte alla settimana e, soprattutto, a fare dalle 160 alle 170 vasche, in un’ora e dieci minuti circa».

Paolo era pronto. Così l’anno scorso ha testato le sue capacità nella traversata del lago di Como fra Dervio e Cremia, 2 chilometri e 400 metri (la ripeterà il prossimo 15 agosto). E poi, quest’anno, è partito per Messina. «È stato quasi un sogno che si è realizzato per me - commenta -. Eravamo una trentina per la traversata, con barche e assistenza. Saremmo dovuti partire alle 10 di mattina, invece per aspettare che le correnti non fossero contrarie abbiamo iniziato alle 11. Ho sempre nuotato a stile libero, mentre qualcun altro ha alternato lo stile libero con rana e dorso. Devo ammettere che mi sono meravigliato io stesso del tempo che ho fatto».

L’allenamento ha funzionato - normalmente Portovenero fa 100-110 vasche, aumentate a 160-170 in vista della traversata -, ma c’è anche un background sportivo. «A 38 anni ho smesso di fumare, prima fumavo anche un pacchetto al giorno - rivela -. Ho sempre fatto un po’ di sport, qualche volta andavo al lavoro a Bormio da Tirano in bicicletta».


© RIPRODUZIONE RISERVATA