Sabato 31 Agosto 2013

Lenatti: «Caspoggio,

io sto con il Comitato»

Alta l’attenzione in Valmalenco per il futuro della skiarea di Caspoggio Cesarino Lenatti, titolare del Best Western hotel Tremoggia di Chiesa, già campione nazionale di sci alpino

Cesarino Lenatti, titolare del Best Western hotel Tremoggia di Chiesa, già campione nazionale di sci alpino, sta coi caspoggini. «Sottoscriverò l’adesione alla proposta del Comitato “Caspoggio c’è” - dice - perché mi sembra, quantomeno, un inizio. Un’occasione per valutare, nell’inverno entrante, se ci sono le condizioni per portare avanti il discorso anche in futuro».

Ma quel che più apprezza, Lenatti, è il metodo seguito da Bruseghini e i suoi. «Secondo me si è creato un movimento d’opinione molto interessante, nuovo, attorno a questa complessa vicenda - commenta - che merita grande attenzione. Finalmente, dico io, un problema che, in precedenza, è sempre stato trattato dalla società gerente e dall’amministrazione comunale, adesso viene condiviso dalla popolazione. La forza del movimento popolare è l’elemento nuovo in tutta questa problematica a prima vista insormontabile. I caspoggini, in questo modo, si mettono in discussione e creano le condizioni perché si aprano nuovi scenari».

È un approccio che Cesarino Lenatti vede di buon occhio al di là dei risultati che si potranno conseguire e al di là della diatriba imperante fra coesistenza possibile o impossibile delle due aree malenche, il Palù tanto caro a Franco Vismara, e Caspoggio. «Dal punto di vista strettamente economico-finanziario - dice Lenatti - posso capire che lavorare su una sola area possa significare un contenimento dei costi di gestione, quindi per l’imprenditore può essere l’opzione migliore, però, non basta. Bisogna tenere conto anche dell’indotto e delle perdite che si possono generare sul medesimo a causa della chiusura di una skiarea qual è quella caspoggina».

Lenatti non si limita a commentare. «Non vorrei essere frainteso - precisa -, però, penso si possa ragionare anche nei termini del miglior utilizzo futuro di una eventuale tassa di soggiorno, vista come tassa di scopo, nel caso in cui si decida per la sua introduzione, che, tra l’altro, mi pare si ventili come obbligatoria dal 1° gennaio prossimo. Allora, a mio avviso, si potrebbe pensare di non applicare il balzello solo agli alberghi che, tra l’altro, in Valmalenco sono pochi per cui si raccoglierebbe una miseria, ma di estenderla anche ai proprietari di seconde case e a chi opta per l’affitto facendo pagare un tot al giorno a seconda della durata reale del soggiorno. Allora, col monte seconde case e appartamenti che abbiamo, sì che potremmo raccogliere un bel gruzzolo da utilizzare a fini turistici».

E per Lenatti tali entrate potrebbero essere utilizzate anche per supportare situazioni gravi come quella creatasi a Caspoggio cui oggi, invece, non si sa come porre mano. «In Engadina già funziona così e funziona bene - conclude Lenatti - Lì si raccolgono 9 milioni di franchi l’anno in questo modo tassando i singoli giorni di soggiorno in alberghi e appartamenti». Le entrate sarebbero notevoli, da noi, considerato che in Valmalenco si contano 5.584 seconde case sulle 2.312 dei residenti (+ del 70% del totale) e 22.336 posti letto. Se il concetto dovesse estendersi a tutta la provincia le entrate lieviterebbero alla grande tenuto conto che, nel complesso, si parla di 26.785 seconde case per 107.140 posti letto.

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