L’elisoccorso per i più piccoli  «Attivo anche in zone impervie»
Il servizio sarà disponibile anche nelle zone più difficili da raggiungere

L’elisoccorso per i più piccoli

«Attivo anche in zone impervie»

Da oggi il trasporto neonatale sarà su tutto il territorio. «Una risposta - dice la Regione - anche alla luce della chiusura del punto nascita di Chiavenna».

Un elicottero salvavita per i pazienti più piccoli su tutta la Lombardia. A partire da oggi il trasporto neonatale con eliambulanza sarà disponibile su tutto il territorio, anche nelle zone più difficili da raggiungere come, in particolare, quelle di montagna.

«L’estensione di questo servizio di elisoccorso - ha spiegato l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera - rappresenta un’importante garanzia della sicurezza dei più piccini ed è possibile dalla collaborazione tra Areu, la Terapia intensiva neonatale e la direzione generale dell’Asst di Lecco, individuata come partner per la pluriennale esperienza nell’ambito dell’elitrasporto neonatale». L’estensione completa il sistema di trasporto neonatale ordinario, attivo giorno e notte dal 1991 e svolto principalmente su gomma. «Offriamo una risposta omogenea e adeguata, in particolare al bacino di utenza rappresentato dall’area montana, consentendo anche un miglior utilizzo delle risorse su gomma» ha sottolineato Gallera, anche alla luce della chiusura di alcuni punti nascita sul territorio (quelli con meno di 500 parti all’anno) dovuta alla mancanza dei requisiti di sicurezza previsti dalla legge. E tra di essi, come è noto, figura anche il servizio fornito dall’ospedale di Chiavenna.

E sempre a proposito di emergenze, ricordiamo come siano giunti alla ragguardevole cifra di 1.600 unità gli studenti delle classi quarte delle scuole superiori in grado di prestare primo soccorso grazie all’innovativo progetto “Anticipando la Buona scuola”, ideato e promosso da Areu in collaborazione con Ats della Montagna e con il contributo di Croce rossa italiana e di Fvs, Federazione volontari di soccorso, condiviso dall’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio (Ust). Per l’esattezza in poco più di sei mesi da quando il progetto è partito, come è stato illustrato lunedì mattina nella sala consiliare di Palazzo Muzio, sono stati formati 1.195 studenti valtellinesi e 373 della Valcamonica, con la previsione, entro la fine dell’inverno, di completare con l’ulteriore formazione e certificazione di altri 500 ragazzi camuni degli istituti superiori di Breno ed Edolo, arrivando a quota 2.000.

Ringraziando tutti i formatori volontari intervenuti nelle scuole - circa 150 -, il direttore generale di Areu, Alberto Zoli, ha definito «un risultato eccellente quello raggiunto, anche e soprattutto in considerazione del fatto che si trattava di una iniziativa a partecipazione volontaria, che le scuole, i dirigenti e gli stessi studenti hanno accolto». n 
R.Son.


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