Legambiente: «Vallaccia non si tocca»
La zona della Vallaccia a Trepalle è interessata da un progetto relativo agli impianti di risalita della Mottolino spa

Legambiente: «Vallaccia non si tocca»

Legambiente ha presentato ricorso al Tar contro il nuovo impianto sciistico della società Mottolino che dovrebbe trovare posto in Vallaccia, la zona ubicata all’ingresso dell’abitato di Trepalle.

Dopo aver ricevuto alcuni pareri negativi, la società si è rivolta al Consiglio dei ministri per ottenere un via libera che però, per Legambiente, è illegittimo. Per questo l’associazione ambientalista ieri ha reso nota la propria posizione contraria alla nuova seggiovia a sei posti che collegherebbe la località Vallaccia con il Monte della Neve.

«Si prospettano decine di ettari - ha sottolineato Legambiente descrivendo la zona - di sbancamenti, piloni e strade nella valle più incontaminata tra quelle che confluiscono nella conca di Livigno: la Vallaccia, dove hanno trovato casa alcune tra le specie di uccelli più spettacolari e protetti dell’arco alpino, come il piviere tortolino, il gallo forcello, l’aquila reale, il gipeto, fino alla sempre più minacciata pernice bianca. Questo è una parte di quanto rischia di sparire per far posto a nuove piste da sci e impianti di risalita».

La nuova infrastruttura, a detta dell’associazione ambientalista, devasterebbe il Sic (Sito di Interesse Comunitario) “Vallaccia - Pizzo Filone”, interamente nel territorio amministrativo di Livigno. «Per ottenere le autorizzazioni necessarie - hanno rimarcato da Legambiente - la società ha mascherato il progetto del nuovo impianto come un “adeguamento tecnologico e funzionale” della vecchia seggiovia Mottolino - Monte della Neve ma, consultando le mappe, si comprende facilmente che qualcosa non torna: se infatti il punto di arrivo dei due impianti sarebbe lo stesso le partenze, invece, disterebbero di ben 3 chilometri in linea d’aria l’una dall’altra. Tale è infatti la distanza tra il Mottolino e il fondovalle della Vallaccia».

«È un escamotage scandaloso per ottenere il via libera a una nuova colata di cemento - ha commentato Francesco Borasi, avvocato del Centro Azione Giuridica di Legambiente -. Definire adeguamento di un vecchio impianto sciistico la realizzazione, di fatto, di una nuova seggiovia che nulla c’entra con quella vecchia, è il tentativo sporco per aggirare tutti i piani territoriali e comunali che vietano la realizzazione di nuove strutture per lo sci nel SIC della Vallaccia».

«Livigno - ha fatto eco Ruggero Spada, coordinatore di Legambiente per la provincia di Sondrio - non è zona affrancata dal rispetto delle norme ambientali nazionali e comunitarie. Lo sviluppo turistico del Piccolo Tibet deve smettere di inseguire modelli aggressivi degli spazi montani e di utilizzare ogni forma di elusione e di aperta violazione delle norme che tutelano i paesaggi più preziosi della montagna lombarda».


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