Lunedì 09 Giugno 2014

L’edilizia soffre in Engadina

Frontalieri in ansia

Sempre meno le gru montate nel comprensorio dell’Engadina Alta

Le statistiche sul secondo trimestre non ci sono ancora, ma secondo i sindacati il trend è chiaro: l’edilizia in Engadina inizia a soffrire.

A poco più di due anni dal referendum sullo stop alla costruzione di abitazioni secondarie – nel marzo del 2012 l’elettorato svizzero ha approvato l’iniziativa che chiedeva di limitare la proliferazione di seconde case – anche nelle zone di confine con la provincia di Sondrio è il momento di pagare il conto. Non si sa fino a che punto sarà salato, ma secondo il presidente del Consiglio sindacale interregionale Lombardia Sondrio-Grigioni Ivan Cameroni il bilancio rischia di essere pesante.

«Ci sono pochissime gru in tutta la regione. Alcune aziende di grandi dimensioni, leader del settore in Engadina, fanno segnare una calo di decine di unità rispetto allo scorso anno. Per le imprese più piccole le percentuali della diminuzione sono simili. Sono i primi effetti del referendum. Il sentore è chiaro: il lavoro sta calando ed è in atto un ridimensionamento delle società di questo comparto».

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