Lech Walesa: «Questo capitalismo non può durare, si rischia una rivoluzione»
Foto di gruppo con Lech Walesa (Foto by Luca Gianatti)

Lech Walesa: «Questo capitalismo non può durare, si rischia una rivoluzione»

Centinaia di studenti ieri si sono radunati a Morbegno per assistere all’incontro con il premio Nobel per la pace e primo presidente della Repubblica di Polonia dell’era post comunista

Centinaia di studenti ieri si sono radunati a Morbegno per assistere all’incontro con il premio Nobel per la pace e primo presidente della Repubblica di Polonia dell’era post comunista, Lech Walesa, per parlare della “Solidarietà nel XXI secolo”.

L’evento, promosso dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio con Fondazione ProValtellina, Fondazione Mattei e il Comune di Morbegno, si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse in Valtellina e dedicate al Trentennale dalla caduta del Muro di Berlino.

«Urge una riorganizzazione dell’Unione Europea poiché fu costituita in un’epoca in cui le condizioni erano ben diverse - ha affermato Walesa -. L’Italia gioca un ruolo determinante, insieme a Francia e Germania può trovare una soluzione adeguata attraverso l’ascolto della saggezza collettiva. Non vanno costruiti altri muri. Spesso sento dire che non riusciremo a costruire l’Europa unita, ma si tratta di parole che ho già sentito quando combattevo le divisioni: nessuno credeva nella caduta del comunismo sostenendo che solo la guerra avrebbe cambiato le cose. Sul piano economico il capitalismo attuale fa sì che il 10% dell’umanità detenga l’intera ricchezza senza favorire il restante 90%. Un sistema di questo tipo non potrà durare a lungo: se non si lavorerà ad una soluzione attraverso il dialogo, non può che scoppiare una rivoluzione. Non bisogna sottovalutare la democrazia e nemmeno il voto».

E ha aggiunto: «Spesso sento dire che non riusciremo a costruire l’Europa unita, ma si tratta di parole che ho già udito quando combattevo le divisioni: nessuno credeva nella caduta del comunismo sostenendo che solo la guerra avrebbe cambiato le cose ma la Storia è andata diversamente. Nessun’altra generazione ha avuto la fortuna che abbiamo avuto noi, dalla nostra saggezza e dal nostro operato consapevole dipendeva il cambiamento e allora vi invito a promuovere l’Europa. La partecipazione dei patrioti intelligenti è essenziale e non sottovalutate l’importanza della democrazia e del voto. Dobbiamo trovare delle soluzioni ai problemi globali, lavorare per tenere unita l’Europa e abolire le frontiere: incontratevi per meditare su come fare perché altrimenti vi troverete a vivere in un mondo in frantumi».


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