Giovedì 09 Ottobre 2014

Lecco, clinica Mangioni

Chiude la maternità

«Dieci posti a rischio»

1 2L’esterno del Maggioni Hospital di Lecco e la halldella clinica3 Enzo Lucchini, direttoregenerale dell’Asl di Lecco

«Dieci dipendenti a rischio lavoro». Questa, per il sindacato, la conseguenza più drammatica dell’annunciata chiusura del punto nascita alla clinica Mangioni sul fronte professionale. Si tratta di sette ostetriche e tre puericultrici. Una notizia, quella della possibile chiusura, già nell’aria ormai da tre anni. Ma sulla quale fino ad oggi non c’era stata nessuna ufficialità. Ora, la doccia fredda: la determinazione della Regione di abbreviare i tempi, di decretare col prossimo dicembre, tra soli due mesi, la chiusura dello storico reparto maternità.

«E’ da mesi che ne discutiamo, ma sempre in via ufficiosa, visto che non c’era fino ad oggi nessun ufficialità», racconta Franca Bodega, sindacalista della Cisl che segue da vicino la vicenda delle dieci dipendenti: tutte donne di età compresa tra 30 e 40 anni, dunque senza alcuna possibilità di un eventuale prepensionamento.

«Il Piano riorganizzativo deliberato dalla Giunta di Regione Lombardia sui punti nascita ha la finalità di aumentare i livelli di sicurezza e migliorare la qualità degli interventi assistenziali nel percorso nascita attraverso l’applicazione di criteri quantitativi e qualitativi che assicurino livelli di assistenza ottimali attraverso i servizi di supporto quali terapia intensiva neonatale, anestesia e rianimazione», sottolinea il dg dell’Asl di Lecco, Enzo Lucchini.

Molta tristezza e rammarico, con la sensazione di aver perso un pezzo di sé, un pezzo di storia e una grande opportunità. Questi i sentimenti “a cado”, all’indomani dell’annunciata chiusura della Mangioni.

«Tristezza, da un lato, perché la città di Lecco perde un servizio», commenta il sindaco, Virginio Brivio. Il primo cittadino fa tuttavia sapere che la Mangioni ha fatto richiesta al servizio urbanistica per ulteriori lavori strutturali di ampliamento.

Ci sono stati anni in cui nascere a Lecco significava avere due opzioni: la maternità dell’Ospedale in via Ghislanzoni o la Clinica Mangioni.

Non c’erano alternative, se si escludono i parti in casa, che negli anni Cinquanta ancora si praticavano. La clinica godeva la fiducia di tantissimi lecchesi soprattutto per la figura del ginecologo che le diede il nome: un personaggio anche della vita pubblica cittadina (Giovanni Battista Mangioni fu assessore nel 1948, nella giunta guidata dal sindaco Ugo Bartesaghi) ma famoso in particolare proprio per aver contribuito a mettere al mondo tantissimi figli delle famiglie, che a Lecco risiedevano e non solo.

Laura Bosisio

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