Lecco, attraversamento a rischio: 100 incidenti nei tunnel
Tunnel di Lecco sotto i riflettori

Lecco, attraversamento a rischio: 100 incidenti nei tunnel

Se erano poco meno di venticinque nel 2017 tra galleria del Barro e del San Martino, nel 2018 erano già diventati poco più di venticinque. Ma il problema vero è che nel 2019 sono quasi raddoppiati: più di 40.

Un centinaio di incidenti negli ultimi tre anni nell’attraversamento cittadino di Lecco a partire dalla Galleria del Barro per finire con quella del San Martino. Ma con una preoccupante tendenza ad aumentare di anno in anno. Se erano poco meno di venticinque nel 2017 tra galleria del Barro e del San Martino, nel 2018 erano già diventati poco più di venticinque. Ma il problema vero è che nel 2019 sono quasi raddoppiati: più di 40.

Meno numerosi gli incidenti nel tunnel del Barro dove, è vero, si va veloci ma il percorso è praticamente rettilineo e, dunque, le difficoltà di tenuta di strada minori: circa una trentina in tre anni. Tutti gli altri sono andati in scena nel tunnel del San Martino. E ogni incidente corrisponde, al di là della sua gravità e degli effetti che ha avuto sulle persone coinvolte, con il blocco totale del traffico in città.

Insomma, un incubo ripetutosi per più di 40 volte nel solo 2019 e per altre 60 volte nei due anni precedenti. Sono dati dell’Aci. Eppure, per ora, nessuno parla apertamente di autovelox, di controllo via tutor o con qualsiasi altro mezzo che possa garantire la sicurezza nei tunnel insieme più utili e pericolosi del lecchese.

Correggiamo: a essere pericolosi sono stati quasi sempre i guidatori, non i tunnel. Ovvero la distrazione alla guida e la velocità. Le cause, anche queste certificate, sono state sempre chiare. Non dipendono cioè dalla conformazione della strada o da scarsa manutenzione (chiazze d’olio per terra, materiale sdrucciolevole o altro).

È lo stesso comandante della Polizia Stradale di Lecco Mauro Livolsi ad ammetterlo: «Gli incidenti del tunnel sono sempre causati da velocità non adeguata e distrazione. Nel tunnel questo mix è sempre pericoloso perché, andando a sbattere contro le pareti della galleria, spesso si produce il ribaltamento dell’auto o, comunque, una serie di carambole che poi coinvolgono quasi sempre altre auto. Anche queste condizionate dal mancato rispetto della distanza di sicurezza».

Sull’autovelox Livolsi non parla assolutamente. Lui come altri soggetti direttamente coinvolti nella gestione della sicurezza viabilistica dipende dalle decisioni che prenderà la Prefettura. Ovvero se il prefetto Michele Formiglio vedrà in quel centinaio di incidenti in tre anni un numero sufficientemente preoccupante di casi per predisporre le ordinanze che daranno via libera all’iter autorizzativo di eventuali autovelox nei tunnel.

I quattro dispositivi installati all’esterno dei tunnel, ovvero due sulla canna Nord e due sulla canna Sud (Mandello e Colico) della Ss 36 stanno funzionando come deterrente. Anche se Livolsi, pur senza citare dati precisi, esprime qualche dubbio sull’autovelox come “panacea di tutti i mali”: «La riduzione dell’incidentalità c’è, ma le multe continuano a fioccare anche se quasi tutti ormai sanno che quegli apparecchi, più le pattuglie appostate con il telelaser, ci sono. Ancora troppa gente corre, nonostante l’autovelox».


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