Le Seriole a Morbegno, un angolo di città abbandonato
La strada del quartiere lasciata al degrado

Le Seriole a Morbegno, un angolo di città abbandonato

Il gruppo di Amici con pagina Facebook dedicata lancia delle giornate ecologiche per ripulire la zona. Tina Mazzoni: «Chiediamo al Comune di intervenire per fermare il degrado» - L’assessore Marchini si dice concorde.

Si sono dati appuntamento il mese prossimo per fare il punto della situazione, perché a settembre organizzeranno una giornata ecologica. Un piccolo passo verso «la sistemazione di una zona bella, che ci è cara e che porta con sé un pezzo di storia di Morbegno» dice Tina Mazzoni, che gestisce la pagina Facebook “Amici delle Seriole Morbegno”, spazio virtuale che unisce estimatori reali della zona delle Seriole, atipica area del centro storico morbegnese che si trova a due passi da palazzo Malacrida, in cui il torrente Bitto scorre in una pittoresca gola e dove una volta si affacciava l’ex fabbrica conserviera Biffi. Da anni chiusa e dimenticata come la quasi totalità del vecchio e decadente quartiere, abitato ormai da pochi cittadini, la zona non ha mai smesso di essere ricettacolo di sporcizia e trascuratezza e ciclicamente viene presa di mira dai vandali. Ma ciclicamente, nonostante tutto, e soprattutto negli ultimi anni durante la stagione più calda, torna a ripopolarsi di amanti della frescura o di un bagno nelle pozze verdi del Bitto in cui si sono tuffate parecchie generazioni.

«Le Seriole le abbiamo tutte nel cuore - dice Mazzoni, che adesso abita in Brianza, ma appena può torna in zona -. Ci abbiamo fatto tutti il bagno, preso il sole o il fresco, poi qui c’è una fetta di storia dell’artigianato morbegnese, il mulino, la segheria poi la trasformazione in impresa conserviera e c’è il vecchio lavatoio, che sarebbe bello ripristinare. Adesso fa tristezza vedere come è ridotta la zona, la sporcizia, la mancanza di sicurezza. Per questo abbiamo pensato di fare qualcosa».

E aggiunge: «A partire da settembre con una giornata ecologica, magari in concomitanza con la giornata regionale dei Fiumi sicuri. Occorrono braccia, chi vuole unirsi e aderire può farsi sentire sulla pagina Facebook. Nel frattempo abbiamo cominciato a confrontarci con l’amministrazione comunale attraverso il consigliere Angelo Rovedatti. Al Comune abbiamo anche chiesto di intervenire con della cartellonistica con controlli e manutenzioni».

Una proposta che la neo amministrazione ha intenzione di prendere in considerazione. «Le richieste per un maggiore decoro della zona sono accoglibili e, compatibilmente con le risorse economiche a disposizione, anche da soddisfare - spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Franco Marchini-. Il Comune ha in carico la manutenzione sull’area di sua competenza. Mentre non è di competenza comunale garantire gli accessi al Bitto, però si sa che la gente continua a frequentare le Seriole (nonostante sia zona esondabile) e in qualche modo l’acceso al torrente è un problema di sicurezza che va considerato. Sono accorgimenti che hanno un senso, però purtroppo si tratta di palliativi, perché per risanare la zona serve un intervento dei privati attesa anni». Per risanare le Seriole, insomma, è necessario l’intervento de privati che hanno acquistato gli stabili ex Biffi per riconvertirli. «È necessaria una trattativa con il privato e il Comune può agevolare gli interventi con oneri urbanistici o autorizzazioni». Esattamente un anno fa l’ex amministrazione Ruggeri aveva cercato un confronto con l’immobiliare San Giovanni di Lecco proprietaria dell’ex Biffi, ma dell’operazione non se n’è fatto più nulla e le Seriole da anni non sono più il piccolo paradiso fluviale nel centro cittadino.


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