Le prime quattro telecamere in paese  Monitorati i punti a rischio infrazione
Il sindaco Tam sotto una delle nuove telecamere (Foto by Foto Lisignoli)

Le prime quattro telecamere in paese

Monitorati i punti a rischio infrazione

Il Comune di Villa di Chiavenna, pur non avendo ottenuto 30mila euro di finanziamento, ha investito. Ma l’obiettivo del sindaco Tam è di installare due impianti all’anno durante il suo mandato.

Ecco le telecamere. Osserveranno le principali strade ed edifici del territorio comunale, ma anche punti strategici come l’area ecologica. L’approvazione del progetto da parte della giunta del sindaco Massimiliano Tam risale allo scorso gennaio. L’obiettivo, secondo quanto era stato annunciato, era motivato dall’aumento dei fenomeni criminosi con episodi di danneggiamento del patrimonio pubblico e dall’incremento dei comportamenti che offendono la pubblica decenza, anche per le modalità con cui si manifestano all’aperto nei luoghi pubblici, con grave pregiudizio per l’igiene urbana.

Ora Tam, rieletto in primavera per il secondo mandato, annuncia l’installazione degli occhi elettronici. «Vogliamo rispondere a un’esigenza particolarmente sentita da parte della popolazione – spiega -. Siamo quindi partiti con la realizzazione di una centrale operativa in municipio e con il posizionamento delle videocamere in alcuni punti del territorio comunale: il municipio, il parcheggio di fronte alla posta, la centrale idroelettrica di Canete e l’inizio della strada agro-silvo-pastorale. Considerata la ristrettezza di risorse siamo solo all’inizio, ma proseguiremo nei prossimi tre-quattro anni per coprire sempre di più il territorio comunale».

Se Tam e il gruppo di maggioranza erano convinti della bontà di quest’operazione all’inizio dell’anno, alcuni fatti che si sono verificati negli ultimi mesi hanno ulteriormente consolidato la scelta dell’amministrazione. Basti citare i vari casi di abbandono di rifiuti di cittadini svizzeri nelle piazzole di Villa, oppure gli incendi dolosi scoppiati in estate sulla statale e nella zona di Motta. Purtroppo non sono arrivate finora notizie incoraggianti dal fronte delle indagini. L’assenza di immagini si è fatta sentire. Non si può escludere, naturalmente, che l’autore di questi atti provenga da altri Comuni della zona. Non bisogna dimenticare, ad esempio, la frequenza di episodi di questo tipo osservata in passato in occasione di feste di paese in Bassa Valchiavenna.

Tornando al progetto, l’amministrazione Tam non ha potuto contare sui fondi che si sperava di ottenere da un bando regionale. «Speravamo di ottenere 30mila euro per completare il percorso, purtroppo non è andata così. Ma ne avevamo accantonati 10mila e siamo partiti con le prime quattro telecamere. Andremo avanti con circa altre due all’anno». Quello comunale non è l’unico impianto presente sul territorio di una zona di confine. Nei mesi scorsi è stato annunciato l’ampliamento del sistema di lettura delle targhe alla stazione della Guardia di finanza.


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