Le Poste si riorganizzano: a rischio chiusura quindici sportelli locali
Preoccupazione per i tagli annunciati

Le Poste si riorganizzano: a rischio chiusura quindici sportelli locali

In tutta la Lombardia è prevista la chiusura di 65 uffici postali e l’apertura a giorni alterni di altri 120, mentre a livello nazionale si parla in tutto 465 chiusure e 608 uffici che razionalizzeranno la loro attività.

Sono 15 gli uffici postali in Valtellina e Valchiavenna a rischio chiusura o di apertura solamente a giorni alterni: è questo l’allarme lanciato dalla Slp Cisl della provincia di Sondrio.

«Non sappiamo ancora quali uffici verranno coinvolti nel piano di riorganizzazione di Poste Italiane e quando questo accadrà - ha sottolineato il segretario provinciale di Slp Cisl Antonio Rizzo -. Sappiamo, però, che non si tratta di una cosa così lontana nel tempo e che comunque anche l’apertura di un ufficio a giorni alterni rappresenta l’anticamera della sua chiusura. Tra l’altro non è così scontato che questi interventi riguardino solo i piccoli Comuni».

All’orizzonte, dunque si prospettano disagi e non solo per gli utenti: «Il personale in servizio negli uffici che verranno chiusi - ha evidenziato sempre Rizzo - saranno spostati su altri uffici. Certo, non perderanno il lavoro, ma per loro si tratta comunque di un disagio, così come sarà un problema per i cittadini che dovranno spostarsi per usufruire dei servizi postali».

In tutta la Lombardia è prevista la chiusura di 65 uffici postali e l’apertura a giorni alterni di altri 120, mentre a livello nazionale si parla in tutto 465 chiusure e 608 uffici che razionalizzeranno la loro attività.

Tra l’altro questo piano di razionalizzazione di Poste Italiane si inserisce in una situazione che, sempre secondo la Slp Cisl è tutt’altro che rosea in Valtellina e Valchiavenna: «Basta recarsi in qualsiasi ufficio postale della provincia - sottolineano i rappresentanti dell’organizzazione sindacale - e saltano subito all’occhio le molte postazioni di lavoro senza personale, con lunghe file di clienti in attesa di compiere le operazioni ai pochi sportelli aperti. Spesso uno solo. E altrettanto spesso presidiato dal direttore che dovrebbe, invece, compiere tutta un’altra serie di attività e adempimenti del proprio ruolo, che vengono tralasciati o assolti quando possibile, ben oltre il normale orario di lavoro senza neanche il pagamento degli straordinari».

Una situazione, questa che si palesa specialmente negli uffici più piccoli: «I molti uffici postali della provincia di Sondrio che prevedono un organico di due persone - proseguono i rappresentanti sindacali - si trovano di fatto ad operare con una sola unità e il direttore svolge due lavori: quello da direttore e quello di sportellista. Anche negli uffici di più grandi dimensioni, non di rado il direttore svolge quotidianamente questa sorta di doppio lavoro. Ulteriori disagi e problemi, anche per la sicurezza, riguardano i diversi piccoli uffici dove è prevista in organico una sola persona. Infatti appuntamenti di carattere commerciale vengono presi con i clienti spesso anche dopo l’orario di chiusura al pubblico, senza alcuna formale autorizzazione al prolungamento orario e di conseguenza senza il pagamento degli straordinari».


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