Le mascherine usa e getta  fatte con i fazzoletti  «Vi insegno come si fa».   Guarda i video
Danilo Previsdomini

Le mascherine usa e getta

fatte con i fazzoletti

«Vi insegno come si fa».

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Le chiama mascherine di emergenza, perchè non possono funzionare per coloro che sono “al fronte”, cioè al contatto stretto col contagio. Per loro ci vogliono quelle certificate col marchio CE, «però, per le persone comuni, per andare a fare la spesa, in farmacia, in edicola, in posta, in tutti i luoghi in cui si tratta di interloquire con delle persone, pur se a un metro di distanza, anzi, secondo me, meglio due, funzionano».

Parola di Danilo Previsdomini, 63 anni, di Piateda, che, per 18 anni, si è occupato di ricerca e sviluppo in una ditta produttrice di guanti da sci e da snowboard del posto, la Level. Sa quello che si dice, Danilo, perchè conosce bene il mondo dei tessuti. L’ha trattato alla Level, e non ha mai smesso di occuparsene in seguito, quando il suo percorso professionale ha inseguito altre strade, e, neppure ora, che è pensionato. «Fa parte del mio modo di essere, pensare a soluzioni utili per alleggerire il peso delle situazioni in cui ci troviamo a vivere - dice -. Per questo, probabilmente, mi è venuto spontaneo creare mascherine con i fazzoletti di carta. Semplici, ma efficaci, forse più, mi spingo a dire, di quelle di cotone, perchè, pur utili, meglio che niente, però, non sono così sicuro che il cotone sia il materiale migliore. Penso che, tutto sommato, la mascherina fatta da due fazzoletti di carta sovrapposti, possa ripararci e riparare meglio. Anche perchè, ben tesa sul davanti, fa in modo che le emissioni si concentrino sulle parti laterali e, quindi, non siano dirette al nostro interlocutore».


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