Le imprese protestano per svaso del Frodolfo e rischio allagamenti
Un’immagine della piena del torrente Frodolfo (Foto by foto archivio)

Le imprese protestano per svaso del Frodolfo e rischio allagamenti

Undici aziende dell’area artigianale di Bormio scrivono a Comune e Prefettura per lo scarso preavviso. Il sindaco Volpato: «Allerta segnalata già il 20 giugno».

«Così non va. Non esiste che una mattina si presentino alla porta i vigili per avvisare che il giorno dopo verranno fatte le operazioni di svaso del torrente Frodolfo, col rischio che si allaghino magazzini e centrali termiche. Come si fa in un giorno a mettere i materiali che si trovano nei locali interrati in sicurezza? L’amministrazione comunale verrà ritenuta responsabile per qualsiasi danno a persone o cose derivante dalle operazioni di svaso». Non ci stanno gli imprenditori della zona artigianale di Bormio, che mercoledì hanno scritto a Comune e Prefettura per protestare per le modalità con cui sono stati allertati per lo svaso che sarebbe stato effettuato l’indomani.

Alla protesta degli undici firmatari della lettera si è subito unita la voce di Confartigianato Imprese Sondrio, che già nel 2018 aveva chiesto e ottenuto l’apertura di un “Tavolo di confronto” in Prefettura proprio per verificare ogni possibile azione per porre rimedio ai rischi legati alle operazioni di svaso del Frodolfo.

«Nella zona artigianale - spiega Alberto Pasina, segretario generale di Confartigianato - ci sono diverse criticità. Già un anno fa era stato attivato un tavolo in Prefettura e oltre ai Comuni di Bormio e Valdisotto erano stati chiamati anche altri enti, come Comunità montana, Provincia e Regione, ma poi ci si è persi per strada e la natura ora presenta il conto». «Il problema di fondo - prosegue Pasina - è in gran parte legato alla mancata regolare pulizia dei torrenti e dell’Adda. Più volte si sono registrati allagamenti nella zona artigianale a Bormio e a Valdisotto. C’è un problema naturale legato alla falda acquifera che si alza in determinati periodi dell’anno, al quale si aggiunge la mancata pulizia degli alvei. Forse la pulizia periodica dell’alveo del Frodolfo e dell’Adda non è la soluzione definitiva, ma almeno può servire a contenere i danni. Chiediamo di istituire di nuovo quel Tavolo di confronto e speriamo che quanto successo nei giorni scorsi (con modalità discutibili) serva almeno a rimettere sul tavolo la questione di Capitania e zona artigianale».

L’attivazione di un tavolo permanente in Prefettura, per la verità, trova concorde anche il Comune di Bormio. «Nessun problema per noi a parteciparvi - spiega il sindaco Roberto Volpato -. Anzi, siamo i primi a chiedere che chi di dovere si attivi per la pulizia degli alvei di Adda e Frodolfo. Quel che non accettiamo è che si dica però che le aziende della zona artigianale non erano state allertate della situazione di rischio in tempo utile perché mettessero in sicurezza quando c’è nei piani interrati. Già lo scorso 20 giugno avevano avvisato tutti, vista la preallerta meteo diramata dalla Protezione civile regionale».

«Le aziende di Bormio che si trovano nell’area artigianale in sponda orografica sinistra - aggiunge il vicesindaco Giuseppe Rainolter - non erano avvisate nello specifico dello svaso del 4 luglio, ma già il 20 giugno avevano ricevuto la lettera di allerta nella quale il Comune avvisava di tenersi pronti anche per una possibile evacuazione. Poi sono iniziate le operazioni di svaso dell’Adda, commissionate dalla Comunità montana, a fronte di una delibera di somma urgenza firmata dal sindaco di Valdisotto». «Va sottolineato - aggiunge - che nel periodo dal 20 giugno e fino ai primi di luglio lo zero termico a quote molto elevate ogni sera provocava piene e l’acqua sfiorava il muro dell’argine a Santa Lucia e quindi si è reso necessario provvedere allo svaso nella zona di confluenza tra Adda e Frodolfo, per togliere ghiaia e materiale dall’alveo. In prefettura, poi, lunedì scorso siamo stati avvisati che entro giovedì ci sarebbe stata l’operazione di apertura della diga dei Forni da parte di A2a e martedì ho avuto conferma che giovedì sarebbero state aperte le paratoie. Di qui la decisione di allertare le aziende per l’onda di piena e i possibili allagamenti. Onda che poi in realtà non ha causato problemi particolari a quanto ci risulta».

La protesta delle imprese, insomma, almeno sulla tempistica con cui sono avvenute le comunicazioni da parte del Comune non avrebbe ragione di esistere. Certo è che il rischio allagamenti nella zona artigianale (come quello registrato il 2 giugno in un capannone poco distante dalla Levissima che non è escluso possa effettivamente essere stato causato dai movimenti delle acque dovuti ai lavori di svaso del Frodolfo) rimane.

«L’allarme è in parte rientrato - spiega Rainolter -: la piena dovuta al caldo dei giorni scorsi è diminuita. Lo stato di preallerta dovrebbe rientrare a giorni. L’area artigianale resta però zona critica. Il sovralluvionamento di torrenti e fiume dovuto allo scioglimento dei ghiacciai è un dato di fatto: terra e sassi che negli anni si sono riversati negli alvei sono un problema. Sono stati già concordati interventi: si continuerà con lo svaso dell’Adda dal ponte di Santa Lucia a Cepina. Sarà pulito il Frodolfo da Combo a Santa Lucia. In programma c’è un’operazione analoga a Santa Caterina». E nel frattempo si seguono i protocolli.«L’improvviso innalzamento delle temperature dopo un maggio freddo ha causato lo scioglimento della neve quasi tutta insieme - conclude il vicesindaco -. A Santa Lucia l’Adda ha rischiato di esondare e quindi si sta procedendo allo svaso alla confluenza di Adda e Frodolfo da una decina di giorni: non si poteva che agire così. Che poi più in generale servano interventi mirati sugli alvei siamo i primi a dirlo. La competenza è dell’Ufficio territoriale regionale. Non possiamo che essere concordi sull’attivazione di un Tavolo permanente in Prefettura».


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