«Le bici non si staccano». Il bikesharing resta al palo
Restano al palo i mezzi del bikesharing

«Le bici non si staccano». Il bikesharing resta al palo

Caduti nel vuoto finora gli Sos del Comune di Tirano alla ditta “Bicincittà”: bisogna aggiornare il software, ma l’azienda non ha ancora provveduto

Non passa giorno senza che l’assessore al Turismo, Sonia Bombardieri, o l’ufficio tecnico del Comune di Tirano chiamino “Bicincittà” - la società di Orbassano che ha installato il servizio di bikesharing – per sollecitare la riparazione delle postazioni di bici a noleggio a Tirano, predisposte tre anni fa. Una «spina nel fianco»,questa, come la definisce l’assessore sotto gli occhi di tutti, per tiranesi e turisti: siamo oltre la metà di luglio e le postazioni a Tirano sono tutte vuote.

Problema tecnico

«Sono furente – afferma l’assessore -. L’anno scorso si è partiti tardi perché il consorzio attendeva la delibera del Comune per attivare il servizio, quest’anno invece non si riesce a farlo partire. In base al contratto con la Cm, dopo due anni dall’attivazione, il bikesharing sarebbe passato al Comune come proprietà e gestione. Sono due mesi che abbiamo deliberato l’impegno di spesa per la riparazione delle postazioni, ma la ditta continua a rimandare l’intervento». Il problema è questo: quando le bici vengono collegate alle postazioni poi non si staccano più e, dunque, se l’utente le vuole prendere, di fatto non ci riesce. Un problema di tipo elettrico ed elettronico – forse dovuto al fatto che, durante l’inverno, le bici vengono tolte e ricoverate al coperto a differenza delle altre località - che richiede la consulenza di chi si occupa dell’impianto. «La ditta gestisce il servizio in diverse città, anche di una certa dimensione, e quest’anno ha sviluppato una app che permette di pagare autonomaticamente il noleggio senza passare per l’ufficio turistico o la biglietteria – prosegue l’assessore -. Il problema è che devono essere aggiornati i sistemi e la ditta non ha abbastanza squadre per stare dietro all’aggiornamento e alle manutenzioni. Penso di aver parlato almeno dieci volte anche con toni accesi con “Bicincittà”. Al di là dell’immagine per l’amministrazione e la città, l’ente pubblico ha già stabilito con un atto i soldi per questo lavoro che stiamo costantemente sollecitando. Siamo quasi a fine luglio ormai; la domanda è: ha senso attivare il servizio che prevede un costo di manutenzione 2.200 euro più Iva, poi un’altra quota di 1.600 euro per l’aggiornamento del software per fruire delle bici solo per agosto e settembre? Ho qualche dubbio e la ditta, nonostante l’inghippo e i ritardi, si è rifiutata di fare per lo meno la manutenzione gratuitamente».

Via dei terrazzamenti, bici ok

Bombardieri non vuole passare alle vie legali, perchè ciò comporterebbe ulteriori esborsi, tanto più che il servizio di bici in città è compensato da quello istituito per la Via dei terrazzamenti. «Sono disponibili biciclette per percorsi a lungo raggio, ma che possono essere adatte anche al servizio di city bike – dice -. Quando era stato attivato il bikesharing non esisteva ancora il progetto bike della Via dei terrazzamenti oppure non c’era stato coordinamento fra i due, per cui il secondo risulta quasi un doppione del primo. In ogni caso chi vuole una bici a Tirano la può noleggiare in piazza dove, a dire il vero, non mi piace esteticamente la presenza del carrello con sopra quasi 60 bici. Purtroppo non è stato reso disponibile dalle ferrovie lo spazio per ricoverarle».

Detto questo Bombardieri conclude: «Il bikesharing ormai c’è ed era stato pagato per cui vale la pena di mantenerlo e poi l’amministrazione non ha problemi a spendere 3mila euro per il turismo. In ogni caso per capire se il servizio sia utile o oneroso dovremmo avere almeno la frequenza degli utenti per due anni, di cui ad ora non disponiamo».


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