L’augurio di Debby: «Forza Dominik, tornerai più forte»
Dominik Paris a Bormio

L’augurio di Debby: «Forza Dominik, tornerai più forte»

La Compagnoni è vicina a Paris: «Dopo incidenti simili tutti di nuovo sugli sci».

«Caro Dominik, stai tranquillo, tornerai più forte di prima come è successo a me che dopo gli infortuni ho acquisito più convinzione nei miei mezzi, più pazienza». Il telegramma di auguri a Dominik Paris è firmato da un’altra stella dello sci italiano, Deborah Compagnoni, che dello sci femminile italiano ha scritto la storia con la sua inimitabile carriera. Una carriera, purtroppo, costellata da infortuni. L’immagine del suo urlo a bordo pista del gigante ad Albertville per la rottura del ginocchio il giorno dopo la grande gioia della medaglia d’oro è ancora impressa nella memoria degli italiani.

«Mi sono sentita in una bolla al di fuori della realtà; ero molto più giovane di Paris quando mi sono infortunata; lui avrà un’altra reazione. Paradossalmente è meglio essersi infortunato in allenamento e non in gara perché anche a livello mentale Paris non avrà nulla da cancellare. Non sono un medico, ma lo può consolare il fatto che tutti gli sciatori che hanno subito la rottura dei crociati sono tornati tutti ad altissimo livello», aggiunge la campionessa. Deborah evidenzia la differenza rispetto ai suoi infortuni: «Paris è integro, io mi sono rotta il ginocchio sano dopo che l’altro l’avevo già rotto. Quando mi sono ritrovata con Roberto Baggio, del quale sono amica, c’è stato un siparietto divertente: io gli ho chiesto come faceva a subire un contrasto di gioco con quel ginocchio malandato e lui mi ha risposto chiedendomi come facessi io a scendere in con quelle ginocchia».

Con Deborah non si può non affrontare il momento magico della Nazionale femminile, con Federica Brignone che sembra lanciata per superare il record italiano delle 16 vittorie di Debby in Coppa del Mondo e può puntare alla conquista della Coppa assoluta: «Sono strafelice per Federica che è una mia amica, i record sono fatti per essere battuti. Federica ha la mia manager Giulia Mancini e il mio skiman Mauro Sbardellotto: le sue vittorie le sento un po’ mie». La pista di Kitzbuhel, dove Dominik Paris si è infortunato rompendosi perone e legamenti crociati del ginocchio, rievoca ricordi non proprio piacevoli anche al più grande discesista valtellinese degli ultimi trent’anni, Pietro Vitalini. Nel 1995 in Coppa del mondo sulla Streif il valtellinese fece un volo pazzesco, cadendo mentre viaggiava a oltre 100 chilometri orari cavandosela miracolosamente con qualche botta. «A Paris è andata peggio, magari fosse andato a velocità maggiore non succedeva nulla, invece lo sci ha fatto presa all’interno e c’è stato l’infortunio. Dispiace, anche se non credo sarebbe riuscito a vincere la Coppa generale; il regolamento privilegia gli slalomisti». Anche il sindaco, Roberto Volpato, consola Paris: «Dominik ti aspettiamo nuovamente vittorioso sulla tua Stelvio».


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