«Lascio marito e figli a casa  E vado a lottare contro il Covid»
Sondalo, striscione per tutti coloro che lottano contro il coronavirus

«Lascio marito e figli a casa

E vado a lottare contro il Covid»

La storia Luisa Fiorini di Traona da impiegata a Morbegno al Morelli

«La paura è tanta ma non mi tiro indietro. Lo faccio perché è giusto»

Luisa Fiorini, 50 anni, di Traona, marito, due figli, la sua scelta, l’ha fatta. Nel giro di poco, con la benedizione dei famigliari, ha preso “armi e bagagli” e si è trasferita dalla propria residenza, in Bassa Valtellina, a Sondalo.

Da impiegata negli uffici Asst di Morbegno, al servizio di Medicina Legale, al Morelli di Sondalo, al fianco di chi lotta in prima linea, per i malati, contro il coronavirus.

«I miei colleghi sono qui, non hanno avuto la possibilità di scegliere - dice -, si sono ritrovati in questo marasma e devono lottare. Per questo è giusto che anch’io dia una mano».

Una scelta coraggiosa, la sua, frutto di alta motivazione, altruismo, amore per la professione.

«Non c’è niente di strano, per me - dice -, sono sempre stata così. Non mi sono mai tirata indietro. Di fronte alle chiamate, rispondo presente. Getto il cuore oltre l’ostacolo, anche se la paura c’è, ed è tanta».

L’ambiente, Luisa, lo conosce, perché a Sondalo ha compiuto i propri studi, anni addietro, ma un conto è la formazione, il tirocinio, persino il lavoro in contesti ordinari, un conto è gettarsi nella “mischia” in piena emergenza. «Ci provo, lo faccio, perché è giusto farlo, per i miei colleghi - insiste -. L’azienda ci ha richiesto la disponibilità con bandi appositi, io ci ho pensato un poco e ho ritenuto di dover aderire. A Sondalo mi sono formata professionalmente, perché qui, all’epoca, era la scuola per infermieri, poi ho lavorato in Medicina, al Sert, nell’assistenza domiciliare integrata, fino alla Medicina Legale, a Morbegno. Ora dico, ”presente”, ci sono, proviamo, vediamo se posso essere utile, se ce la faccio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA