«L’Ascensione non porta  il pieno di turisti in Vallespluga»
Laura Molteni (a sinistra) e Marianna Gilardi di Campodolcino

«L’Ascensione non porta

il pieno di turisti in Vallespluga»

CAMPODOLCINO Veronica e Cristina Luraschi con il cartello #forzavallespluga

CAMPODOLCINO Veronica e Cristina Luraschi con il cartello #forzavallespluga

CAMPODOLCINO Maddy Ciuciu

CAMPODOLCINO Maddy Ciuciu

«Difficile quantificare, ma il calo di presenze a Chiavenna nel periodo dell’Ascensione è stato sensibile. Ora aspettiamo i giorni di Pentecoste, ma la vera preoccupazione è per la stagione estiva». Non sorprendono le parole del presidente dell’Unione Commercio mandamentale Igor Micheroli. La situazione della Statale 36 dello Spluga, aperta solo sei ore al giorno per la frana di Gallivaggio, sta mettendo in difficoltà il comparto commerciale del fondovalle e non solo le attività economiche di Campodolcino e Madesimo. Le due festività vengono spesso scelte dagli svizzeri per venire in Italia. Anche solo per uno o due giorni. Quest’anno, basta dare un’occhiata al centro storico cittadino, le presenze sembrano essere inferiori rispetto alle ultime stagioni.

«L’apertura dello Spluga e della strada per tutto il fondovalle è fondamentale – commenta Micheroli - . Facciamo appello alle istituzioni affinché il progetto di pista alternativa alla viabilità principale sia messo in cantiere al più presto possibile, altrimenti rischiamo di perdere la stagione per quanto riguarda il turismo del centro Europa».

Turismo di passaggio, certo, ma fondamentale non solo per Campodolcino e Madesimo. «Questo tipo di turismo sceglie la meta anche secondo la comodità di raggiungerla. Le tre finestre di apertura della strada, comunque condizionate allo stato della frana, non sono assolutamente sufficienti. Ad esempio rischiamo di perdere completamente tutto il flusso legato ai bikers e ai ciclisti. Non è poco». Per il momento l’Unione commercio non ha in programma iniziative tipo quella dello scorso anno in appoggio alla comunità di Bondo per la frana del Cengalo: «Quella è stata una iniziativa privata, che ha visto poi l’appoggio dell’associazione. Attualmente non ci abbiamo ancora pensato. Aspettiamo prima di capire le tempistiche per il ritorno alla normalità. Riteniamo positiva qualsiasi manifestazione a supporto dell’economica locale e appoggiamo l’iniziativa lanciata con l’hashtag #forzavallespluga». L’iniziativa è nata nei giorni scorsi con il supporto del nostro giornale per evidenziare come, nonostante la situazione, la Vallespluga sia ancora un posto che merita di essere visitato per le sue bellezze naturalistiche e culturali e per l’enogastronomia. Da domenica nei bar negozi, ristoranti è iniziata la diffusione del cartello con l’hashtag. Uno stimolo per le persone a continuare a svolgere attività in valle, ma anche un segno di solidarietà come avvenuto lo scorso anno per la Bregaglia svizzera.

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