«Larve di processionaria, è una piaga»  Trecento firme per chiedere di cacciarle
Un albero colpito dalla processionaria

«Larve di processionaria, è una piaga»

Trecento firme per chiedere di cacciarle

Civo, petizione dei residenti del versante retico infestato dalla presenza dell’insetto. «Minaccia sanitaria e ambientale, le temperature elevate ne favoriscono la proliferazione».

In dieci giorni l’hanno sottoscritta in 315, ma la petizione contro l’invasione di processionaria sul versante retico di Morbegno e Civo sta catalizzando l’attenzione di residenti e proprietari di seconde case che denunciano una situazione di «minaccia sanitaria ed ecologica». Per questo la popolazione chiede «un intervento immediato per il contenimento dell’infestazione di processionaria (Thaumetopoea pityocampa) che si è concentrata soprattutto in località Poira di Civo».

L’appello è rivolto ad Ats (Agenzia di tutela della salute della montagna) Provincia, Comunità montana, Ersaf, Comuni, carabinieri forestali. A lanciarlo sono i proprietari delle abitazioni di Poira e i loro familiari che mettono nero su bianco «una situazione di reale pericolo che ci troveremo ad affrontare, in particolar modo, nei prossimi mesi e che potrebbe costringerci a non poter usufruire delle nostre case per tutto il periodo primaverile» rimarcano i firmatari. Il problema interessa «una larga parte dei pini presenti nella zona che risulta infestata dall’insetto - tengono a sottolineare - . Anche in considerazione delle elevate temperature che caratterizzano questo inverno, ci aspettiamo che le larve escano dai loro nidi per nutrirsi degli aghi di pino fin dal mese di aprile e scendano anche sul terreno avviando la fase di maggiore pericolo per uomini e animali». I firmatari ricordano il particolare più dolente della situazione.

«Come è noto le larve sono estremamente pericolose per la salute umana in quanto facilmente rilasciano  peli urticanti che provocano un’immediata reazione nelle parti del corpo che ne vengono colpite: sulla cute si genera un’eruzione dolorosa e pruriginosa, le mucose si infiammano gravemente, gli occhi rispondono con congiuntiviti e, quando i peli urticanti riescono a penetrare in profondità, si rischia la perdita della vista. In caso di particolare sensibilità individuale o nei bambini si possono avere casi di shock anafilattico».

E aggiungono: «L’azione di parassiti così aggressivi inoltre provoca danni importanti alle piante colpite, che si indeboliscono gravemente e sono perciò più esposte all’attacco di altri parassiti e quindi anche alla morte. Piante in cattive condizioni possono poi cadere più facilmente in caso di vento forte o nevicate, con una grave compromissione dell’equilibrio boschivo della zona».

I cittadini quindi denunciano «una situazione di minaccia sanitaria ed ecologica che non può essere sottovalutata dagli enti a vario titolo preposti alla loro salvaguardia. La lotta biologica contro questo temibile insetto è possibile ed è già stata realizzata in passato. Purtroppo gli interventi devono essere ripetuti negli anni, soprattutto ora che l’innalzamento delle temperature favorisce il proliferare dell’attacco parassitario. Per questo motivo chiediamo che gli enti si coordinino per pianificare e attuare la lotta al parassita fin dalla prossima primavera, secondo un piano d’azione che garantisca la possibilità ai proprietari delle abitazioni e ai turisti di recarsi a Poira senza pericoli per la salute e che tuteli le piante dai gravi danni a cui altrimenti saranno soggette».


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