L’archivio Rajna, piccolo tesoro nascosto in soffitta a Sondrio
Michele Rigamoni mostra alcune delle testimonianze dell’archivio Rajna

L’archivio Rajna, piccolo tesoro nascosto in soffitta a Sondrio

Grande valore storico per il carteggio della famiglia rinvenuto dall’imprenditore Rigamonti. Di recente ha avuto anche il sigillo della Soprintendenza.

Un “tesoro”, relegato in un angolo di una soffitta, della cui esistenza, ma soprattutto del cui effettivo valore non si era consapevoli, ma che, per una serie di incontri fortuiti e causali, si è di recente guadagnato il “sigillo” della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia che lo ha dichiarato di interesse storico particolarmente importante. Si sta parlando dell’archivio storico della famiglia Rajna, le cui vicissitudini ci vengono raccontate in prima persona dal suo “papà adottivo” Michele Rigamonti.

È proprio l’imprenditore sondriese a ripercorrere le tappe di questa singolare vicenda “storicamente” valtellinese. «Dobbiamo ritornare indietro una ventina d’anni almeno, quando un giorno ero a casa con il mio amico Alessandro Melazzini, che vide questo carteggio e ne fu colpito, facendomene subito notare il suo valore».

Lettere, cartoline postali e illustrate, biglietti, telegrammi, in totale 1.908 unità archivistiche dal 1869 al 1964. Tutta corrispondenza della famiglia Rajna, inviata o ricevuta - ci sono anche un contratto datato 2 ottobre 1910 e un testamento di Mauro Camillo Morelli dell’11 luglio 1916 -, in particolare riguardanti «il celebre filologo valtellinese Pio Rajna e, suo fratello minore, l’astronomo Michele Rajna».

Come mai si trovassero «in casa mia non saprei - prosegue sull’origine di questo “tesoro” Rigamonti -. In verità erano in un angolo della soffitta. Ma essendo io un grande appassionato di francobolli ne sono stato attirato e ho cominciato ad occuparmene», per arricchire la sua collezione.

In seguito al giudizio positivo dell’amico Melazzini, dopo qualche tempo, «ho passato il tutto a Pier Carlo Della Ferrera» oggi direttore della biblioteca Luigi Credaro della Popolare di Sondrio, che in passato ha operato anche alla civica Pio Rajna in qualità di bibliotecario e catalogatore.

«Un grande appassionato, nonché conoscitore della famiglia Rajna Della Ferrera, che gentilmente, a scopo personale - sottolinea l’imprenditore sondriese -, proprio in virtù della sua forte passione ha letto tutte queste testimonianze e le ha catalogate, con ogni dato relativo al mittente e al destinatario, così come il luogo di spedizione e le date».

È passato del tempo prima che Della Ferrera terminasse questo importante e certosino lavoro: «Circa tre anni fa mi ha restituito questo archivio, leggendo il quale si può conoscere diciamo il lato quotidiano della famiglia Rajna» dai luoghi di villeggiatura alle passioni, dalle abitudini di ogni giorno agli amori. «Anche alcuni studiosi ed esperti in materia dell’università Cattolica di Milano - prosegue Rigamonti – di recente hanno testimoniato il valore e l’importanza di questo carteggio».

Ma ancora il caso ha voluto che di questo patrimonio di testimonianze se ne parlasse ad «Annalisa Rossi, direttore della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte, della Valle D’Aosta e della Lombardia, che è stata a Sondrio sul finire della primavera».

Da cosa nasce cosa e «alla fine del luglio scorso - conclude soddisfatto Rigamonti - la gradita sorpresa con la dichiarazione da parte della Soprintendenza lombarda che questo archivio è di interesse storico particolarmente importante».


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