L’arancione “rinforzato”   non ferma il passeggio  Ma con più attenzione
Così si presentava ieri la centrale piazza Garibaldi

L’arancione “rinforzato”

non ferma il passeggio

Ma con più attenzione

Molte le persone ieri nel centro della città Code per entrare nei negozi File anche per i supermarket

Gente in giro tanta, come sempre al sabato, soprattutto al mattino quando il vento freddo che ha cominciato a soffiare dopo mezzogiorno, ancora consentiva di godersi il tepore del sole di marzo.

Tante famiglie, tanti bambini - ma i più piccoli avevano fatto la loro comparsa intorno al monumento di Garibaldi nell’omonima piazza cittadina già venerdì, primo giorno di chiusura delle scuole, comprese quelle dell’infanzia - e i soliti capannelli di persone ferme a chiacchierare in piedi o sedute sui bordi della fontana davanti al teatro Sociale che in parte ha sostituito i tavolini dei bar chiusi nei dehor.

Qualcuno con il bicchierino del caffè d’asporto in mano, qualcun altro con il giornale sotto braccio o la borsa della spesa.

Ieri mattina nelle vie del centro, tra le bancarelle del mercato a tratti più rade rispetto alla norma, non era facile percepire il “rafforzamento” dell’arancione deciso dal presidente della Lombardia Fontana giovedì mattina proprio mentre era in visita a Sondrio.

Non più di tanto limitando lo sguardo allo “struscio” visto che la differenza vera rispetto a sette giorni fa, o più semplicemente rispetto a giovedì, riguarda le scuole, il fatto che bambini e ragazzi siano costretti ad assistere alle lezioni da casa anziché stare in classe. Cosa che non comporta uno stravolgimento per il sabato mattina a spasso.

Ma se arancione “rafforzato” significa porre maggiore attenzione ai contagi, soprattutto vista la corsa delle varianti, quella inglese su tutte, c’è da dire che una forma di maggiore cautela rispetto alla settimana scorsa, allora la si è vista.

Qualche differenza, ad uno sguardo più attento, c’è stata. Sono stati gli esercenti ad applicare con maggiore attenzione e solerzia le nuove regole che impongono l’accesso alle attività commerciali al dettaglio, «per limitare al massimo la concentrazione di persone», ad un solo componente per nucleo familiare, «fatta eccezione per la necessità di recare con sé minori, disabili o anziani».

E di fatti, abbandonate le piazze principali e tralasciando le botteghe più piccole di alimentari o o i panifici, dove si è sempre vista la coda di persone in attesa , per la prima volta dopo molti mesi sono comparse le file anche al di fuori dei supermercati. Numeri più strettamente contingentati e ripristino della doppia via per accesso e uscita.

Nel negozio Carrefour in piazzale Merizzi non si vedeva gente in attesa da tanto tempo. «È tutta la mattina che chiudiamo e apriamo le porte per controllare gli ingressi - ci spiegano -. Ma con queste varianti e i contagi in aumento cos’altro possiamo fare? Ne va anche della nostra salute oltre che quella dei nostri clienti».


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