L’appello delle Province,«basta rapine ai nostri bilanci»

L’appello delle Province,«basta rapine ai nostri bilanci»

«Un intervento normativo per risolvere lo stato di drammatica crisi di un intero livello istituzionale costitutivo della Repubblica». A chiederlo, in un appello consegnato anche al capo dello Stato Sergio Mattarella, sono tutti e 76 i presidenti degli enti.

Una dura presa di posizione quella uscita dall’assemblea nazionale dell’Unione delle province italiane (Upi) alla quale ha partecipato anche il numero uno di palazzo Muzio Luca Della Bitta.

Una posizione unanimemente condivisa dall’assemblea che chiede il rispetto dell’articolo 119 della Costituzione, che obbliga le istituzioni a finanziare integralmente, tra l’altro, le Province.

«Impegnati nel rispetto dei diritti delle comunità amministrate - dicono i presidenti delle Province - chiediamo sostegno al capo dello Stato, affinché il Governo agisca con tempestività e senza esitazioni e affronti e risolva le questioni di estrema emergenza che riguardano i territori, mettendo queste istituzioni nelle condizioni di garantire la sicurezza dei 130mila chilometri di strade provinciali (400 quelle valtellinesi, nda), delle 5.100 scuole superiori italiane in cui studiano 2 milione 500mila ragazzi, di realizzare gli interventi necessari a contrastare il dissesto idrogeologico».

Finora la Provincia di Sondrio se l’è cavata grazie alle risorse del demanio idrico che, anziché essere utilizzate per gli investimenti, sono andate a coprire le spese per la manutenzione di strade e scuole. «Ma questo - dice Della Bitta - non è giusto. Il pasticcio della Legge Delrio ora sta mostrando tutti i suoi effetti. Gli italiani hanno scelto con il voto al referendum di mantenere le Province. Il Governo deve, urgentemente prendere atto di questo e fermare quella continua rapina dai bilanci. Insieme agli altri presidenti delle Province abbiamo detto “Ora basta” . O arriva una risposta risolutiva per le risorse, per il personale, per gli organi istituzionali o siamo pronti a tutto».

E se entro fine febbraio il Governo non dovesse varare un decreto ad hoc prevedendo le risorse necessarie, le Province hanno già dichiarato di avere tutte le intenzioni di fare gli esposti cautelativi a tutte le procure della Repubblica.


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