Lago in tempesta, danni alle barche per il forte vento
Motori rotti, teli che sono volati via e buchi negli scafi. Si tratta di danni ingenti per i proprietari

Lago in tempesta, danni alle barche per il forte vento

Esondazione a Novate e Verceia: le imbarcazioni si staccano dagli ormeggi e finiscono contro la banchina del porto.

Una piccola Rapallo in Valchiavenna. Ovviamente non si tratta di yacht milionari come nel caso della località ligure, ma sono le barche ormeggiate nei porticcioli di Verceia e Novate, sul lago di Mezzola, ad aver subito i maggiori danni, almeno per il momento, dall’ondata di maltempo abbattutasi sulla su tutta Italia, Valchiavenna compresa. Chi si è recato sulle rive del lago valchiavennasco nella tardissima serata di lunedì si è trovato davanti a uno spettacolo davvero terribile. Il lago è esondato in molte parti del porticciolo del Lido di Novate e il forte vento ha sbattuto i natanti contro i muri, provocando a scafi e motori gravissimi danni. «Alle 11,30 sono stato chiamato da amici che mi segnalavano una situazione disastrosa sia a Novate sia a Verceia - commenta Mattia Pedroncelli, presidente del Comitato navigazione lago di Mezzola -. Il vento era furibondo e il lago esondato. Molte barche si sono staccate dagli ormeggi e hanno sbattuto con violenza contro la banchina porticciolo. Motori rotti, teli che sono volati via e buchi negli scafi. Si tratta di danni decisamente ingenti per i proprietari». Ovviamente si tratta di motoscafi di dimensioni ridotte, ma per molti dei proprietari per rimetterle in acqua sarà necessario mettere mano al portafogli. Per quanto riguarda la Valchiavenna, il territorio per il momento può tirare un sospiro di sollievo, anche se l’allerta non è certo terminata. Non si registrano danneggiamenti rilevanti, smottamenti o crolli di alberi nonostante le raffiche di vento che hanno imperversato sulla valle nella notte tra lunedì e martedì.

I disagi maggiori sono stati provocati dai cali di tensione che hanno lasciato al buoi ampie fette di territorio per alcune ore. Soprattutto per quanto riguarda l’illuminazione pubblica. Dal punto di vista viabilistico rimane chiuso, e ormai lo stop rischia di essere definitivo per la stagione invernale, il passo dello Spluga. Chiuso anche il passo del Maloja durante la giornata di ieri per il pericolo di caduta piante lungo i tornanti che separano la località di Casaccia di Bregaglia e Maloja. Non pochi, nonostante la bassa stagione, i frontalieri che per raggiungere il posto di lavoro hanno dovuto fare il giro lungo passando dal passo del Bernina, particolarmente difficoltoso per vento e neve. La strada è stata riaperta nel pomeriggio consentendo almeno il rientro normale.

Rimane osservata speciale, infine, la pista bypass di Gallivaggio, lungo la statale 36 che porta a Campodolcino e Madesimo. Nei giorni scorsi la pista costruita in estate per evitare la frana che incombe sulla Statale era stata chiusa brevemente per l’aumento della portata dei corsi d’acqua minori attraversati dal percorso. Vista la chiusura delle scuole disposta su indicazione del Prefetto, durante la giornata di ieri, dedicata ai corsi per le scolaresche, la piscina del Centro Polisportivo Valchiavenna è rimasta chiusa.


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