L’addio del Cai a Viviani  «Un’amica sincera»
Renata Viviani fu presidente del Cai lombardo per due mandati

L’addio del Cai a Viviani

«Un’amica sincera»

Ieri pomeriggio a Isolaccia l’ultimo saluto alla storica socia. «Una persona buona ed entusiasta».

La sua passione per la montagna, la grande famiglia del Cai, alla quale ha dato tantissimo, come pure alla sua “vera” famiglia. Si sono svolti ieri pomeriggio ad Isolaccia, in Valdidentro, i funerali di Renata Viviani, 53 anni, portata via da un male incurabile che, purtroppo, non le ha dato tregua nonostante la sua determinazione, la sua voglia di vivere, i suoi sorrisi, anche durante la malattia.

«La vita è come scalare una montagna: ecco io sono giunta alla vetta»: questo l’annuncio del figlio Ludovico, della sorella Marina, dei fratelli Sandro, Elio ed Adolfo che, con le rispettive famiglie, anche e soprattutto negli ultimi mesi difficili, hanno rinsaldato il grande affetto per una madre e una sorella sempre sorridente, attenta ai nipoti, conosciutissima nel mondo della montagna e nell’intera Lombardia.

Per due mandati la Viviani è stata presidente del Cai Lombardia, già socia della sezione Valtellinese di Sondrio e presidente del Cai sottosezione di Valdidentro ed attualmente consigliere centrale del Cai. Il presidente generale del Club Alpino Italiano Vincenzo Torti ha espresso, a nome di tutto il sodalizio, il dolore per la perdita di Renata “un’amica e una socia che ha saputo manifestare, con l’esempio, l’intelligenza e una incessante disponibilità sorretta da animo sincero, le qualità migliori dell’appartenenza a una famiglia che ha costantemente nel cuore la montagna e chi la ama”.

Tantissimi i messaggi dedicati a lei pubblicati su facebook che la definiscono un’appassionata che ha saputo dedicare il proprio tempo migliore, le proprie inesauribili energie per ricollocare il Club alpino italiano tra gli enti che contano. «Una montanara prestata alla città»: così si era autodefinita nei suoi anni di permanenza lontana dalla sua terra natia dove tornava sempre per mettersi gli scarponi, i ramponi e salire - a volte anche in mountain bike - al cospetto delle stupende montagne del comprensorio, su tutte la sua amata Cima Piazzi.

«Ci lascia un ricordo - questo il messaggio rimbalzato sul sito del Club alpino Lombardia, che ha organizzato anche un servizio pullman per partecipare alle esequie funebri - e un grande esempio di persona buona, caparbia, entusiasta e attiva con un grande spirito sempre al servizio del Club». Tanta stima ed ammirazione per questa donna che, come ha ben sottolineato chi la conosceva bene, «starà già camminando sui prati del cielo».


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