L’addio al dottor Brini  Una vita dedicata agli altri
Il dottor Gianfranco Brini

L’addio al dottor Brini

Una vita dedicata agli altri

Medico di base e scrittore fu anche consigliere comunale

Fu tra i fondatori e presidente per i primi 16 anni dei Volontari del Soccorso

Ha inciso in modo importante sulla vita dei suoi pazienti ma anche su quella di migliaia di altre persone, che anche grazie a lui hanno ricevuto aiuto nel momento del bisogno.

Sono tante, in questi giorni, le persone che piangono la morte di Gianfranco Brini, medico e molto altro, il cui cuore ha cessato di battere nella serata di giovedì a 81 anni. Per oltre trent’anni, la sua casa in via Pomarolo nella frazione di Sala è stata un punto di riferimento importante per i tanti pazienti che riceveva, come medico di base, nell’ambulatorio allestito nella sua abitazione.

Successivamente si era dedicato alla professione in chiave legale – strada seguita dal maggiore dei due figli, Fabrizio -, mentre dopo aver raggiunto la meritata pensione si era potuto concedere a un’altra delle sue grandi passioni: la scrittura.

Laureatosi in lettere agli inizi degli anni Duemila, ha pubblicato diversi libri, tra romanzi e racconti, diventando anche – dopo essere stato presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo – presidente dell’Associazione medici scrittori italiani. Il tutto senza dimenticare l’impegno politico (elemento che lo accomuna ulteriormente al fratello Dario, candidato sindaco negli anni Novanta, medico a sua volta e presidente del Basket Calolzio), che nell’ottica del servizio alla cittadinanza lo ha visto ricoprire per un mandato (dal 1970 al 1975) la carica di consigliere comunale. Di lui, però, si ricorda anche il ruolo fondamentale avuto nella nascita di una realtà preziosa per il territorio come l’associazione “Volontari del Soccorso”, di cui nel 1970 fu uno dei fondatori.

Oggi, alle 10, in tanti si stringeranno dunque ai figli Fabrizio e Massimo, che pochi anni fa hanno perso la mamma Graziella, partecipando al funerale che verrà celebrato nella chiesa parrocchiale di Sala,


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