L’addio a Rezio Donchi  «Un uomo di grandi premure»

L’addio a Rezio Donchi

«Un uomo di grandi premure»

Don Flavio: «Mi ha salutato chiedendomi se avevo bisogno di qualcosa prima di andare a Olgiate»

Rezio Donchi, un uomo di ricerca. Questo aspetto, magari a tutti non noto, don Flavio Crosta ieri mattina ha voluto sottolineare nell’ultimo saluto al presidente onorario dell’Accademia del pizzocchero di Teglio e presidente dell’Associazione Grytzko Mascioni. Un tratto della personalità di Rezio che dimostra la sua profondità di riflessione oltre che di cuore. E la presenza composta di tante persone in chiesa e di altrettante che hanno seguito il funerale in diretta su Youtube ha testimoniato quanto sia stato stimato e quanti gli abbiano voluto bene.

«È stata una sorpresa per tutti la partenza improvvisa di Rezio per il cielo – ha detto don Flavio - La considero una delicatezza personale l’avermi salutato con il solito caffè, venerdì mattina, chiedendomi ancora se avessi bisogno di qualcosa prima di partire per il mio nuovo incarico a Olgiate: il suo modo di fare, a volte spigoloso, nascondeva un cuore di padre capace di attenzione e premura».

Entrando nel cuore della sua omelia ha proseguito: «Da saggio uditore poneva sempre qualche domanda al commento del Vangelo domenicale, per cercare di comprendere anche le pagine più difficili e le scelte impegnative che il Signore chiede ad ogni cristiano serio e coraggioso.

È l’ultimo regalo che Rezio lascia a tutti noi, persona dotata di una creatività particolare che ora parte per il viaggio eterno, raggiungendo la sua amata Ida. Nelle nostre giornate siamo spesso di corsa, abbiamo le agende piene di impegni, a volte diciamo di essere stressati. Nel suo richiamo a evitare gli eccessivi affanni e l’attaccamento alle cose, Gesù ci invita ad avere il suo stesso sguardo limpido, profondo ed essenziale: “Guardate gli uccelli del cielo… osservate come crescono i gigli del campo”. È un invito ad accontentarci di quello che abbiamo, a recuperare la capacità di fermarsi e di contemplare».

«Cercare ciò che è importante significa chiedersi quali cose mi fanno veramente felice, di quante cose che ho tra le mani e a casa potrei farne a meno e quali cose mi mancano per riempire il mio cuore di gioia e non solo di qualche soddisfazione. Sono questi i discorsi seri condivisi spesso con Rezio».


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