L’addio a De Stefani: «Siamo un corpo solo che soffre e piange»
Giuseppe De Stefani

L’addio a De Stefani: «Siamo un corpo solo che soffre e piange»

Chiavenna, nella chiesa di San Fedele gremita le toccanti parole di don Andrea per l’uomo ucciso in Thailandia.

«Oggi è il giorno del dolore, ma Gesù entra nelle nostre case per sconfiggerlo». Domenica mattina Chiavenna ha dato l’ultimo saluto a Giuseppe De Stefani, il pensionato di 62 anni ucciso due settimane fa in Thailandia, e a monsignor Andrea Caelli, il sacerdote che da un paio d’anni guida la comunità cristiana della città, è toccato il compito di accompagnare i presenti, a cominciare dai figli Luca e Barbara, in questo momento di profonda sofferenza. Le ceneri della vittima sono arrivate in Italia sabato e 24 ore dopo la comunità si è riunita per il suo funerale.

Oltre a tanti abitanti di Chiavenna, nella chiesa di San Fedele c’erano vari operatori ed ex lavoratori dell’ospedale, dove De Stefani aveva lavorato al pronto soccorso e in alcuni servizi, prima della pensione. La chiesa, che si trova a poche centinaia di metri dalla casa nella quale aveva vissuto insieme alla famiglia, era gremita di persone che gli volevano bene e lo stimavano e che ieri lo hanno voluto dimostrare.

«Ogni morte di uomo mi diminuisce perché io partecipo dell’umanità», ha detto il sacerdote citando le parole dello scrittore Ernest Hemingway. Poi ha preso ispirazione dalle letture della messa della domenica. «Siamo raccolti qui perché sappiamo che la morte di un fratello diminuisce tutti noi, perché siamo un corpo solo, che oggi soffre e piange. Gesù, nel brano di Vangelo di questa domenica, trova nella casa d’un amico una persona che sta male. Lui entra anche nelle nostre abitazioni. Oggi va in quella di Giuseppe, dei suoi figli, per starci vicino, per sanare questo dolore, per togliere il male, perché lo vuole sconfiggere».

Tutti gli anni dal 2013, il momento del suo trasferimento in Thailandia, di cui amava il clima e l’ambiente, De Stefani tornava a Chiavenna per trascorrere dei periodi di relax con i familiari. Il parroco ha ricordato un incontro avvenuto l’anno scorso in estate. «Abbiamo vissuto un momento di cordialità e stima reciproca. “Finalmente ci conosciamo, don, sono contento”, mi aveva detto. E ora Gesù gli dice “Giuseppe, vieni con me”. In piedi, nello spirito, come Gesù risorto».

Monsignor Caelli, ribadendo la propria vicinanza alla famiglia, si è soffermato anche sulla diffusione della terribile notizia dell’omicidio di De Stefani, ucciso dall’ex compagna – una thailandese di 38 anni - e dall’amante della donna. «C’è bisogno di diffondere il bene, la comunicazione del bene ci deve contagiare, anche in questi giorni segnati da varie situazioni difficili». «E come cristiani - ha concluso - dobbiamo pregare perché il male venga sconfitto e anche per tutte le persone coinvolte in questo reato».


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