L’accordo per le seggiovie. Previsto il riscatto-acquisto
Per le due seggiovie previste rate per otto anni

L’accordo per le seggiovie. Previsto il riscatto-acquisto

Il Comune di Caspoggio dovrà versare in tutto 210mila euro più Iva. In cambio le due biposto per arrivare fino alla località Piazzo Cavalli

È costato un anno di trattative, serrate, ma alla fine l’accordo fra il Comune di Caspoggio e la Fab, Funivie al Bernina, di Franco Vismara, è stato siglato. Ieri il vaglio ultimo, la minoranza non ha però votato, da parte del consiglio comunale.

Per quanto l’ultima parola resti appannaggio del consiglio, si può già dire che l’accordo prevede il riscatto-acquisto, così in gergo tecnico, da parte del Comune di Caspoggio verso la Fab, della seggiovia biposto Caspoggio-Sant’Antonio e della seggiovia biposto Sant’Antonio-Piazzo Cavalli per una cifra pari a 105mila euro più Iva, per ciascun troncone.

In tutto 210mila euro più Iva che l’amministrazione comunale di Danilo Bruseghini si è impegnata a versare, di qui a 8 anni, entro il 30 settembre di ogni anno, in rate annuali di 25mila euro per entrambe le seggiovie (12.500 euro a seggiovia). Dopodichè, a chiusura della transazione, a fine 2022, verranno corrisposti altri 10mila euro sempre da parte del Comune alla Fab.

«Avremo in comodato d’uso gratuito anche l’edificio posto a sinistra dell’arrivo della seggiovia a Piazzo Cavalli – precisa il sindaco, Danilo Bruseghini -, forte di 345 metri cubi, dove si trovano le toilette, i locali infermeria, ed altri servizi, ed è sancita la facoltà del Comune, al 30 novembre 2022, di riscattare gli altri immobili Fab oggi esclusi dall’accordo, come, ad esempio, la biglietteria, a prezzo di mercato. È anche previsto, nell’accordo, che se il Comune, negli anni a venire, dovesse decidere di non pagare più le rate annuali da 25mila euro, allora, gli immobili tornerebbero di proprietà della Fab e le somme già pagate non verrebbero restituite al Comune, ma resterebbero alla Fab a titolo di indennizzo».

A fronte di tutto questo, peraltro, l’amministrazione comunale ha «chiesto che, entro il 30 settembre 2020, - spiega Bruseghini -, la Fab si impegni a dismettere ed asportare tutti gli altri impianti presenti lungo la skiarea e che, oggi, fanno tristemente mostra di sé, ovvero alcuni tronconi situati a Santa Elisabetta e la seggiovia al Dosso dei Galli, e, se non verranno smobilitati, il Comune avrà titolo per bloccare i pagamenti».

Ciò deciso, in ogni caso, cosa accadrà degli impianti caspoggini? «Di sicuro – afferma Bruseghini – non avremo più la nostra classica skiarea, quello è, purtroppo, pacifico, perchè siamo in grado di riscattare, seppur a rate, gli impianti, ma non tutti i mezzi per poter allestire la skiarea vera e propria con la pista Avanzi-Motta e via discorrendo. Ormai, la skiarea della Valmalenco resterà quella del Palù, è assodato, mentre, a Caspoggio lavoreremo a far funzionare gli impianti a servizio di un’area su cui praticare altri tipi di sport legati alla neve in inverno, come lo scialpinismo e il fuori pista. Chiaro, si tratterà anche di capire come sviluppare l’area di Piazzo Cavalli, perché, comunque, nostra intenzione, è quella di indire un bando per la gestione di questi impianti, a noi riscattati, e di tutta l’ex area sciabile, fra la parte bassa, che dovrebbe diventare una sorta di “baby park” e la parte medio-alta. Si tratterà di capire se riusciremo a trovare uno o più gestori interessati anche se, in alternativa, ci siamo portati avanti chiedendo, ancora una volta, l’intervento della Fab».

In pratica, se entro l’aprile di ogni anno, il Comune di Caspoggio non sarà in grado di gestire autonomamente gli impianti, allora subentrerà ancora la Fab «assicurando una gestione annuale i cui eventuali debiti noi saremmo in grado di coprire per un massimo di 20mila euro al mese di esercizio – conclude Bruseghini -. Di più non possiamo fare e di più non vuole e ritiene di non poter fare neppure il privato, Franco Vismara, che, come noto, ha più volte dichiarato di non voler più avere nulla a che fare con la gestione degli impianti e di non voler più perdere un solo euro sui medesimi. Ciò nonostante, siamo riusciti ad ottenere anche questa garanzia estrema, nella speranza, comunque, di riuscire a camminare con le nostre gambe, salvando, quanto meno, il salvabile».


© RIPRODUZIONE RISERVATA