Martedì 16 Settembre 2014

Laboratori del Quadrio

occupati dal Mattei

«Ma ora li rivogliamo»

L’istituto superiore per geometri di Sondrio

Reclamano a gran voce i loro spazi: rivogliono, per quanto possibile, indietro i loro laboratori gli allievi dell’istituto superiore Quadrio per geometri di Sondrio, scuola superiore che fa capo al De Simoni: il laboratorio dove plottare, l’aula magna, ma anche l’aula di topografia.

A lanciare l’appello è Gianluca Moroni, rappresentante degli studenti che siede all’interno del consiglio di istituto - organismo che in ambito scolastico detta le regole – e che, facendosi portavoce del malcontento che serpeggia tra le aule, manifesta il disagio dei futuri geometri che si sono visti occupare alcuni laboratori dai “colleghi” studenti dell’Iti Mattei, “vicini di casa”. Il perché è presto spiegato: è una questione di numeri. Al Mattei gli iscritti continuano a crescere e gli spazi non sono più sufficienti per ospitare le classi, mentre al Quadrio si registra una flessione delle iscrizioni, di conseguenza l’amministrazione provinciale (l’istruzione superiore è di competenza di palazzo Muzio) d’intesa con i vertici degli istituti ha optato per questo spostamento.

«Non ho intenzione di scatenare polemiche – pone l’accento Moroni - ma pongo un quesito a chi sovrintende a questa decisione, che non ci ha minimamente interpellato: la formazione e la preparazione dei futuri periti (gli studenti del Mattei, nda) sono forse più importanti delle nostre, cioè di quelle dei geometri?». Si interroga in tal senso Moroni, perché secondo lui e secondo i suoi compagni di scuola il dover rinunciare all’uso dei laboratori «ora organizzati in maniera non funzionale e adeguata», non giova alle loro attività. «Ci siamo visti levare degli spazi che ci servono» la sua denuncia. Per far posto alle aule di cui hanno bisogno i ragazzi dell’Iti Mattei, si sono dovuti riorganizzare i laboratori al Quadrio.

«Ci hanno tolto spazi importanti: magari, adesso, che siamo all’inizio dell’anno scolastico non ce ne rendiamo conto. Ma quando l’attività inizierà a pieno ritmo, i problemi aumenteranno e noi, come faremo?».

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