Venerdì 12 Settembre 2014

«La Via delle Orobie,

bella ma pericolosa»

L’alta Via delle Orobie presenta paesaggi mozzafiato ma può diventare pericolosa senza segnaletica

Piacciono la Grande via delle Orobie e il Sentiero Paniga. Peccato che «all’interno di una traversata della valle bellissima esistano molti tratti senza sentiero, non siano presenti indicazioni e, purtroppo, sia praticamente impossibile non perdersi, sbagliare la strada o addirittura inerpicarsi in zone pericolose», dice un escursionista, Marco Bianchi.

Una problematica che conoscono bene al Parco delle Orobie Valtellinesi - ente che si occupa della gestione del sentiero - e sulla quale si sta intervenendo: entro il mese di ottobre, infatti, sarà definito il progetto relativo ai lavori di manutenzione straordinaria che saranno effettuati l’estate prossima.

Bianchi insieme a una compagnia di amici ha di recente attraversato sul versante orobico della valle il sentiero che con una traversata di mezza costa consente di raggiungere Aprica partendo da Piantedo, la Gran Via delle Orobie. «Ho percorso la parte iniziale di questa via, corrispondente alle prime tre tappe del sentiero Andrea Paniga - spiega l’escursionista -. La traversata della valle è di per sé bellissima e la possibilità di percorrere una via a mezza costa permette di apprezzare il panorama della Bassa Valtellina da un’altra prospettiva». Esistono però dei disagi evidenti che compromettono la buona riuscita della camminata.

«In molti tratti non esiste più alcun sentiero, è praticamente impossibile non perdersi, come è successo a noi - afferma Bianchi -. La cosa assurda è che la mancanza di segnaletica e di adeguata manutenzione è una cosa nota agli addetti ai lavori, ma nonostante ciò nessuno sembra volersene occupare. Gli stessi rifugisti hanno più e più volte sollevato la questione ai vari enti locali, ma, a quanto pare, sistemare qualche palina segnavia o passare un piccolo tratto di vernice colorata su una roccia sembra essere un compito eccessivamente difficile e gravoso per le nostre istituzioni.E questo è un vero peccato, considerando la bellezza del percorso e le opportunità che un itinerario escursionistico del genere potrebbe offrire se fosse adeguatamente valorizzato, potrebbe essere un’attrattiva pari al “Selvaggio Blu” in Sardegna».

«Ringrazio l’escursionista per la segnalazione - replica il presidente del Parco, Walter Raschetti -, purtroppo eravamo già a conoscenza della problematica su uno dei tratti che rientra nei nostri 500 chilometri di tracciati e che, per assenza di fondi, non abbiamo sinora potuto risolvere. Grazie invece al contributo di 200mila euro della Regione adesso siamo in grado di mettere mano alla Via, che sarà sistemata per l’estate del prossimo anno».

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