La Via della seta? È su due ruote  Una ponte tra Cina e  Valmalenco
Da sinistra: Roberto Calcagno, Andrea Coatti, un amico e Luca Negrini sulla Muraglia cinese

La Via della seta? È su due ruote

Una ponte tra Cina e Valmalenco

Un turismo diverso. Cresce il rapporto di collaborazione grazie al lavoro dell’Asd BikeBernina. E sull’asse Pechino-Chiesa c’è il progetto di portare famiglie in Valle a scoprire i percorsi di mtb.

Prove tecniche di collaborazione tra la Valmalenco e la Cina. Ultimamente si sente spesso parlare di “Via della seta”, ma che cosa effettivamente sia nella pratica in pochi lo hanno capito. Un esempio concreto di comunicazioni con fini commerciali tra la Valmalenco e i ricchi mercati dell’estremo oriente lo stanno dando alcuni giovani malenchi, dei ragazzi innamorati della loro Valle che si stanno dando un gran daffare per vederla crescere dal punto di vista turistico e ambientale, proponendo un turismo diverso, che punta decisamente sul mondo delle biciclette.  

Stiamo parlando dei ragazzi della Asd BikeBernina e in particolare di Luca Negrini, Roberto Calcagno e di Andrea Coatti; di quest’ultimo ne abbiamo raccontato la storia con due pagine a lui interamente dedicate il 6 aprile del 2017.  Andrea Coatti è una sorta di “Marco Polo” della Valmalenco perché è colui che per primo, dieci anni fa, ha aperto la via verso la Cina inventandosi un lavoro da zero e iniziando a tessere quel filo sottile che potrebbe unire la sua nuova patria alla Valmalenco.

Ci è riuscito: ha fondato una piccola società, da dieci anni costruisce piste da pump truck e snow park in estremo oriente; uno lo gestisce anche - a Chongli, dove vive - e, in occasione dei Mondiali junior di freestyle - è tornato sulle piste del Palù per costruire le strutture necessarie alle gare.  Circa un mese fa Luca Negrini e Roberto Calcagno lo hanno raggiunto, perché invitati da un gruppo di imprenditori cinesi interessati alla loro attività di bikers, alle loro conoscenze e competenze in materia e alla possibilità di instaurare un rapporto di collaborazione e di interscambio culturale tra Pechino e la Valmalenco. Luca e Roberto - 28 anni entrambi - sono svegli, intraprendenti e sanno fare buon uso dei moderni mezzi di comunicazione. I video on line di BikeBernina sono stati scoperti da Boda Li, l’amministratore delegato della EagleHub kids biking club di Pechino, una sorta di alter ego di BikeBernina, una società nata tre anni fa ma con meno esperienza nel mondo bike rispetto al sodalizio malenco. «Boda Li, che preferisce farsi chiamare Erik, suona più occidentale, conosce Andrea Coatti e sa quanto bravo sia nel suo lavoro - spiega Negrini -; grazie a lui è arrivato a noi: ha iniziato a seguirci su Facebook e Instagram, senza però palesarsi; grazie ai video e alle foto presenti sui nostri canali social ha visto cosa facciamo e quali attività organizziamo con le mountain bike, soprattutto per i più piccoli. Dopo un anno e mezzo si è deciso a farsi avanti - aggiunge - e qualche settimana fa ci ha contattato per invitarci a Pechino, per conoscerci di persona e innanzitutto per suggellare una sorta di gemellaggio tra BikeBernina e la sua EagleHub kids biking club. Anche lui è un amante della bicicletta, soprattutto del ciclismo su strada, e punta a sviluppare la mountain bike, una specialità che in Cina non ha ancora preso piede e che può avere un mercato potenzialmente enorme. È una persona intelligente e ha iniziato a farsi una cultura in materia: con Internet ha oltrepassato i confini fisici del suo Paese, è giunto fino a noi e ora chiede il nostro aiuto per far crescere la sua associazione». 

L’obiettivo di Boda Li è imparare l’arte dai giovani malenchi; quello di Luca Negrini e Roberto Calcagno è costruire un ponte tra la Valmalenco e Pechino che possa portare turisti cinesi in Valle. «Erik ci vorrebbe come insegnanti per i loro istruttori - continua Negrini -; allo stesso tempo siamo d’accordo per portare famiglie cinesi in vacanza da noi e farle divertire sui nostri percorsi; le prime arriveranno a luglio 2020».

BikeBernina è nata nel 2015. «Da allora ci siamo dati molto da fare per creare piste per mtb a impatto ambientale zero; con il nostro lavoro contribuiamo a mantenere in ordine i sentieri e allo stesso tempo offriamo a bambini, ragazzi e anche adulti la possibilità di imparare ad andare alla scoperta degli angoli più belli della Valmalenco in mtb - le parole di Negrini -. La Valmalenco è una zona impegnativa per la bike, certi sentieri sono molto tecnici e non sono facili da percorrere; grazie però agli interventi fatti negli ultimi anni e grazie al campo scuola nato quest’estate a Vassalini, abbiamo creato un centro tecnico nel pieno centro della valle e siamo riusciti a incrementare le nostre attività: nel luglio scorso si è tenuta una tappa dimostrativa della Enduro cup Lombardia; a giugno 2020 si terrà una tappa vera e propria del circuito nazionale di questo campionato dedicato alle bicicletta da off-road. Ringrazio le amministrazioni che hanno deciso di sviluppare le ciclabili in valle e collegare i nostri tre paesi; per noi è un aspetto molto importante e utile perché ci permette di poterci muovere in tutta la valle comodamente e in sicurezza, evitando di pedalare sulla strada».

Quella dei ragazzi di BikeBernina è una attività del tutto spontanea e volontaria, nata dalla passione per la biciclette; ora questi hanno bisogno di una mano: «Abbiamo iniziato a parlare con gli amministratori locali e con gli operatori turistici della possibilità di aprire un canale con la Cina - prosegue -; da soli è difficile fare tutto ma più si fa rete, più si va in alto; più si va fuori dalla Valle, più si torna indietro con idee, esperienze, competenze e conoscenze nuove: abbiamo tanto da imparare dai cinesi e loro da noi». In conclusione chiediamo a Luca Negrini se a Pechino ha percepito tensione per i fatti di Hong Kong: «Per me era la prima volta in Cina - risponde -. Pechino mi ha dato la sensazione di essere una città sicurissima, più di Milano. Non m è sembrato arrivasse l’eco di quanto sta accadendo a Hong Kong. Ho 28 anni ma ho già viaggiato tanto; sono stato in Nord e Sud America, e in Russia; a Pechino mi sembrava di essere su un altro pianeta; diverso ma interessante. Difficile adattarsi, all’inizio, ma poi si può fare. Hanno una disponibilità economica immensa e unendo le nostre idee alle loro si può creare qualcosa di interessante».


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