La variante Delta dilaga   ma non a Sondrio
L’unico modo di proteggersi dal Covid è vaccinarsi con due dosi

La variante Delta dilaga

ma non a Sondrio

I positivi sono aumentati da 3 a 13 però i numeri sono ancora bassi rispetto al resto della Regione

Sondrio si conferma la provincia con il numero più contenuto di nuovi positivi in Lombardia, rispettivamente, tre nella giornata di ieri, in base al report regionale.

Tuttavia, il mare è mosso a livello nazionale e regionale, e l’onda, alla fine e alla lunga, arriverà a lambire anche le nostre “coste”, tanto più che, avvisaglie di moto ondoso procurato dalla variante Delta, già ne abbiamo e le ritroviamo nel confronto fra i dati di contagio attuali e quelli dello stesso periodo dello scorso anno.

Anche se piccoli, rendono l’idea, perché se nella settimana fra il 13 e il 17 luglio 2020 avevamo solo tre nuovi positivi, nella settimana appena conclusasi, le positività, sono state 13. Un dato che, in provincia di Sondrio, lo scorso anno non si è riscontrato prima di settembre inoltrato, fatti salvi alcuni ricoveri inaspettati, avutisi, al Morelli, a Ferragosto.

Tradotto, anche se, al momento, la situazione, da noi, è sotto controllo, ed è migliore che altrove, il trend nazionale e lombardo va considerato tanto più che, proprio sabato, dal Ministero della Salute, è giunto un “alert” che annunciava un balzo in avanti dei contagi, giunti a quota 3.121, «livello che - veniva precisato - non si raggiungeva dal 29 maggio scorso».

Ieri il dato è aumentato di sei unità, con 3.127 nuovi casi, parametrati, però, su un numero di tamponi più basso (165.269 sui 244.797 del giorno precedente), per cui l’indice di positività è passato, di botto, dall’1.3% di sabato, all’1,9% di ieri, sempre a livello nazionale, contesto nel quale, sappiamo che la Lombardia pesa molto, perché è sempre al vertice delle regioni italiane per contagio da Covid.

Infatti, anche in Lombardia, il tasso di incidenza del Covid è salito, passando dall’1,1, all’1,3% in un sol giorno, con 369 nuovi casi, ieri, su 28.376 tamponi processati. Il maggior numero di contagi sulla provincia di Milano, 108, seguita da Monza e Brianza, 43, e da Varese, 36. A due cifre anche Mantova, Brescia, Como e Lodi, mentre, per ora, le altre province, sembrano veleggiare meglio, ma, dentro un contesto in movimento di questo tipo ci si può aspettare di tutto.

Decisivi saranno i prossimi giorni, tenuto conto che, a livello nazionale, l’incidenza settimanale per 100mila abitanti è salita, in una settimana, da 9 a 14, con un’età mediana delle persone contagiate pari a 29 anni, e, precisamente, il 26,7% dei casi totali italiani riguarda giovanissimi con meno di 19 anni, il 62,3% persone fra i 20 e i 59 anni, e l’11% persone con più di 60 anni.

Nella maggior parte dei casi, ad essere colpite, sono persone non vaccinate, né con una, né con due dosi. Nello specifico, nella fascia over 80, dove, non vaccinato, è solo il 9,5% della popolazione di riferimento, nell’ultimo mese, il 36% delle diagnosi, il 50% delle ospedalizzazioni, l’81% dei ricoveri in terapia intensiva e il 66% dei decessi, sono avvenuti in soggetti non vaccinati.

Al riguardo, l’Istituto superiore di sanità ha precisato che l’efficacia dei vaccini nel prevenire i ricoveri in Terapia intensiva è del 97,3% in chi è completamente vaccinato e il fatto che, in provincia di Sondrio, lo sia, a ieri, il 50,9% della popolazione target è incoraggiante.

Senza ombra di dubbio, questa copertura, verrà capitalizzata dalla parte politica, tant’è che, sia a livello nazionale sia a livello regionale, il tema del green pass è sul tappeto e subisce, di giorno in giorno, decise spinte in avanti.


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