La Valmalenco è in lutto per “Schick”  «Era un uomo generoso e altruista»
Franco Ferrari per anni è stato volontario attivo, prima di diventare responsabile della sezione malenca

La Valmalenco è in lutto per “Schick”

«Era un uomo generoso e altruista»

Conosciuto per il suo impegno nella Croce Rossa, era amato dai compaesani. Ieri sopralluogo della Gdf per ricostruire la dinamica dell’incidente a 2.550 metri di quota.

Valmalenco attonita di fronte alla tragedia che domenica pomeriggio è costata la vita a Franco Ferrari - Schick, per gli amici - precipitato nel vuoto mentre con la moglie Cristina e una loro amica stava rientrando da un’escursione lungo il sentiero glaciologico. «Siamo tutti senza parole. È una perdita grave: un grande amico che se ne va e una preziosa risorsa per il territorio». Così Giuliana Gualteroni, presidente della sezione valtellinese della Croce Rossa Italiana che ha già predisposto il picchetto d’onore per l’ultimo saluto all’amico e collega.

«Ferrari era uno di noi e lo era da 30 anni. Prima come soccorritore attivo e oggi in veste di responsabile della Cri Valmalenco. Si occupava di trasporto sanitario semplice ed era in prima linea quando si trattava di migliorare le prestazioni del soccorso nella “sua” Valmalenco. Con lui stavamo seguendo da vicino il progetto per incrementare le postazioni dotate di defibrillatore... Siamo vicini alla sua famiglia e condividiamo questo grande dolore».

Franco Ferrari (marito e padre di tre figli) non era solo un volontario, era soprattutto un uomo molto generoso che sapeva farsi voler bene. In Croce Rossa aveva creato un clima di grande collaborazione tra i circa 60 volontari malenchi e in paese era noto per le sue attività commerciali: vendeva mobili e collaborava con un’impresa di pompe funebri sondriese.

A quanto è dato sapere i tre stavano scendendo dopo aver percorso un tratto del sentiero glaciologico (senza mai essersi avventurati sul ghiacciaio) che costeggia il Fellaria. I tre però, senza rendersene conto si sono discostati dal sentiero e si sono spinti una ventina di metri più sotto il tracciato. Se ne sono accorti quando si sono ritrovati davanti ad un costone roccioso, dilavato (e quindi reso scivoloso) da un rivolo d’acqua.- Poco sopra hanno scorto un ponticello e così hanno deciso di risalire il versante per raggiungere il tracciato segnalato. La moglie era davanti, con l’amica, dietro c’era Ferrari e il cane. Ad un tratto la donna si è girata ed ha visto il marito scivolare sul masso e scomparire nel vuoto. È morto sul colpo.

Le due donne hanno cercato invano di avere una risposta dal Ferrari, precipitato per una trentina di metri, e così hanno raggiunto in tutta fretta il sentiero e si sono precipitate a valle, per allertare una comitiva che si trovava sul sentiero. Le urla delle due donne hanno richiamato l’attenzione degli escursionisti che hanno intuito l’emergenza ed hanno così raggiunto un punto coperto dalla rete dei cellulari da dove hanno dato l’allarme. Sul posto è arrivato un elicottero da Bergamo che ha operato da solo, senza l’ausilio delle squadre locali.

Recuperata la salma, la tappa successiva è stata l’aviosuperficie di Caiolo dove il carro funebre ha preso in consegna il corpo senza vita del Ferrari e lo ha trasferito alla camera mortuaria. I funerali di Ferrari verranno celebrati domani alle 15, nel Santuario della Madonna degli alpini di Chiesa in Valmalenco.


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