La Valchiavenna respira: «Andati vicino al limite»
Ciò che resta del tratto di bypass di Gallivaggio, sommerso e danneggiato dalla furia delle acque (Foto by foto Lisignoli)

La Valchiavenna respira: «Andati vicino al limite»

Ente montano, il presidente De Stefani racconta quelle ore drammatiche: «Mai vista scendere così tanta acqua in poco tempo, neppure nel 1987».

Valchiavenna, finita l’emergenza. Ieri, dopo il mercoledì di tribolazioni con le precipitazioni incessanti e la minaccia della grande alluvione che ha tenuto in apprensione ogni Comune, da Madesimo a Novate Mezzola, si è tornati, con il sole e il miglioramento delle condizioni meteo, a una progressiva normalità. Riaperte le strade, lo Spluga, la statale 36, la provinciale Trivulzia, resta ovviamente inagibile il bypass del Gallivaggio.

Ruspe e uomini sono in azione sulle numerose frane e smottamenti che hanno interessato tutto il territorio e si susseguono sopralluoghi di tecnici e amministratori in ogni angolo delle valli della Mera e del Liro.

Ieri l’assessore regionale agli Enti locali, montagna e piccoli comuni Massimo Sertori ha visitato le zone e i paesi che hanno vacillato sotto le frane e le esondazioni. «I danni – ha affermato l’assessore al territorio della Comunità montana della Valchiavenna Mauro Premerlani – in questo momento non si possono ancora quantificare. La Regione con l’assessore Sertori, con il presidente della Cm Severino De Stefani e con tutto lo staff tecnico e specialistico dell’ente ha visionato le criticità. Ora – ha aggiunto – bisogna che tutta l’acqua caduta tra martedì notte e mercoledì defluisca, acqua – ha proseguito – che ha portato con sé nell’evento tanto materiale solido lungo la Mera e il Liro. Bisognerà escavare e portare via i detriti, che sono tanti, lungo il fiume, nella piana di Chiavenna e in tutti i comuni interessati. Le strade si sono riaperte – ha proseguito – ora si dovrà procedere sui versanti allo svuotamento delle briglie che hanno trattenuto detriti e fango, intervenire con urgenza e programmare il riassetto dei reticoli maggiori, sulle aste dei fiumi e sui reticoli minori. Asportando con procedura straordinaria tutto il materiale venuto a valle. Quindi proseguire con la manutenzione ordinaria costante, come logica vuole». Dichiarazioni anche dal presidente della Cm Valchiavenna Severino De Stefani, sindaco tra l’altro di San Giacomo Filippo, uno dei Comuni che più ha sofferto per le condizioni alluvionali.

«L’evento piovoso di portata straordinaria – ha ricordato – ha superato di gran lunga. per intensità delle precipitazioni, ogni previsione. A sera di martedì – ha anche detto – avevo guardato le indicazioni del meteo sulla televisione della Svizzera italiana. Normalmente sono molto affidabili, si parlava – ha detto – di intense precipitazioni da mezzanotte fino alle 2. La pioggia, veramente intensa, è arrivata invece alle 3 e ho iniziato a preoccuparmi perché i temporali non si fermavano. In realtà le precipitazioni sono andate avanti fino alle 11 di mattina. Ho seguito le alluvioni del 1983 e 1987 – ha proseguito –, ma non avevo mai visto venire giù tanta acqua in Valchiavenna come questa volta».

La situazione è poi stata verificata alle 17 di ieri. «Abbiamo risolto quasi tutta la somma urgenza – ha precisato De Stefani –. Noi come amministrazione comunale di San Giacomo Filippo avevamo la strada per Uggia interrotta in due parti ma è già stata riaperta, abbiamo qualche problema di vuotatura di materiale in alveo e di arginatura in generale. Ci aspetta tanta manutenzione e asportazione di materiali con l’urgenza che va agli svasi degli alvei e successivamente al ripristino delle nicchie di frana scese sulla statale, andando a vedere a monte dove sono avvenuti i distacchi. Ci sarà poi da capire – ha anche spiegato – cosa fare sulla bretella di Gallivaggio, è stata completamente divelta, faremo un ragionamento con la Regione per capire come intervenire. Ringrazio l’assessore Sertori per la tempestività della sua presenza e ovviamente la Regione Lombardia per l’attenzione e per quello che riusciranno a mettere in campo per darci una mano. Alla fine di tutto abbiamo retto, ma siamo andati davvero vicino al limite».


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