«La Val di Mello ha vinto»   Intanto l’errore di Ersaf  ci è costato 48mila euro
Il contestato argine: è costato 48mila euro, ma sarà demolito

«La Val di Mello ha vinto»

Intanto l’errore di Ersaf

ci è costato 48mila euro

Val Masino Sopralluogo con le guide alpine sui lavori contestati e che l’ente regionale sarà costretto ad abbattere

Quello di Ersaf sui lavori del percorso accessibile nella riserva naturale della Val di Mello è stato un clamoroso dietrofront, non solamente mediatico.

Da adesso il «vistoso errore compiuto dal direttore lavori», come lo ha definito il direttore di Ersaf Massimo Ornaghi, che si è scusato per l’intervento impattante e mal gestito, si tradurrà nella pratica con il ripristino dello stato di fatto precedente ai lavori e quindi con l’eliminazione dell’arginatura a Cascina Piana (opera pubblica costata 48mila euro dei 400mila previsti nel progetto globale), ma anche con un cambio di registro nella conduzione delle operazioni, partite invece in sordina pochi giorni fa senza avvisare Sovrintendenza, assessore regionale e le parti interessate, guide alpine in primis.

D’ora in avanti sarà lo stesso Ornaghi a occuparsi di un’opera pubblica bloccata ai suoi primi passi.

Sia l’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori che la guida alpina Jacopo Merizzi, protagonisti indiscussi della vicenda, non ne fanno una questione personale o di parte, chiamano questo primo epilogo «una vittoria della Val di Mello e del suo immenso patrimonio naturale».

«Prendo atto che c’è stato un errore, mi fa piacere che ci siano state delle scuse e che immediatamente ci si attivi per sistemare le cose - afferma l’assessore Sertori -. Da qui in avanti bisognerà sempre monitorare che tutto venga realizzato come avevamo convenuto due anni fa».

Nel 2019, infatti, il progetto era finito in una bufera scatenata dalle guide alpine in difesa della Valle, un appello sottoscritto da 63mila firme. E da allora con l’assessore Sertori si era trovata una mediazione fra la tutela di un’area verde protetta e il diritto all’accessibilità dei disabili.

Un patto che si è tradotto anche nelle richieste degli enti preposti alle autorizzazioni, ma che l’avvio dei lavori ha disatteso.

«Due anni fa non si era parlato di un’arginatura come quella realizzata oggi - ancora Sertori -. Evidentemente invece la partita è stata gestita male, sto anche facendo una verifica tecnica sui progetti di cui ci sono stralci. Non mancherò quest’estate di andare in Val di Mello, se si potrà, come turista, spero anche con le guide alpine, il loro apporto è stato prezioso».

Un ringraziamento reciproco. «Senza Sertori - precisa l’alpinista Merizzi, che giovedì era al sopralluogo con altri membri del Movimento per la difesa della Val di Mello, dall’avvocato Giulia Pirola alla guida alpina Andrea Panighetti sino agli alpinisti Simone Pedeferri e Luca Schiera - non avremmo potuto arrivare a questo successo. Demolire quell’opera inutile e pericolosa è un simbolo di come non ci si deve muovere nella Valle».

«Ripensiamo il sentiero»

Merizzi fa sapere di avere ricevuto «molte testimonianze da disabili che hanno bocciato un percorso simile. Le barriere architettoniche sono nei condomini, nei locali, in una riserva naturale invece ci sono gli ostacoli naturali. In una riserva voglio confrontarmi con l’ambiente naturale, non con un percorso tracciato da una ruspa. Oggi ha vinto la Val di Mello, sconfitti sono tutti gli amministratori, nessuno escluso, della Val Masino, nessuno presente al sopralluogo, così come il presidente della riserva e a catena chi si è occupato dei lavori perché non ha visto la bellezza dove si andava a mettere le mani. Ora chiediamo ci sia un ripensamento anche sul sentiero».


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