La sfida di architettura premia i “fantastici quattro”
Da sinistra Chiara Seminara, Edoardo Lorenzi, Raffaele Moltoni e Chen Yu Qi (Foto by foto gianatti)

La sfida di architettura premia i “fantastici quattro”

Ieri mattina l’istituto De Simoni – Quadrio ha premiato quattro ragazzi dell’indirizzo Cat che durante l’estate hanno partecipato ad “Arcipelago scuola”.

Insieme a coetanei di tutta Italia hanno immaginato spazi e strutture dedicati alla comunità, con la loro creatività hanno portato a casa riconoscimenti importanti e soprattutto hanno vissuto «un’esperienza molto intensa e interessante». Ieri mattina l’istituto De Simoni – Quadrio ha premiato quattro ragazzi dell’indirizzo Cat che durante l’estate hanno partecipato ad “Arcipelago scuola”, un’iniziativa promossa dal ministero dell’Istruzione insieme alla Biennale di Venezia: Chiara Seminara, Chen Yu Qi, Edoardo Lorenzi e Raffaele Moltoni, accompagnati dall’insegnante Angela Fico, nel mese di luglio si sono cimentati in un “hackathon” di architettura che ha visto protagonisti un centinaio di studenti provenienti da 26 scuole di tutta Italia.

Ciascuno dei ragazzi del De Simoni-Quadrio ha partecipato ad un diverso gruppo di lavoro, creando insieme a coetanei di tutta Italia un’idea progettuale poi sottoposta ad una giuria di esperti: il progetto “Padiglione borgo” del gruppo di Chiara è arrivato primo nella sezione “urbana”, l’“Api-pelago” ideato dal gruppo di Raffaele ha vinto la categoria dedicata ai contesti naturalistici e si è aggiudicato il primo premio dell’“hackathon”, un viaggio a Dubai, mentre la proposta del gruppo di Edoardo ha ottenuto la menzione speciale come progetto più originale. Un po’ emozionati, ma fieri del lavoro svolto, ieri i ragazzi hanno illustrato i progetti ai compagni di scuola, al dirigente scolastico Gianmaria Toffi, al referente dell’Ufficio scolastico provinciale Domenico Longobardi e al presidente del Collegio dei geometri Giorgio Lanzini. Chiara ha descritto il padiglione ideato per il borgo di Vinadio «ma adatto ad essere sviluppato in molti luoghi», con spazi di incontro e l’utilizzo di un percorso con visori da realtà virtuale per recuperare la storia del villaggio, mentre Edoardo ha spiegato il concetto di legami – fra le famiglie, con la natura, fra le diverse generazioni – che sta al centro del progetto del suo gruppo, studiato per la zona del Vajont e caratterizzato da una struttura di rami intrecciati come punto focale.

Il gruppo di Yu Qi invece ha ideato un parco con biblioteca e spazi d’incontro per il recupero di un’area industriale a Rieti, «riutilizzando la fabbrica dismessa per darle nuova vita e unirla alla natura», ha spiegato la studentessa. L’“Api-pelago” è invece una struttura modulare con pianta esagonale pensata per ospitare attività di ricerca e luoghi di incontro, ha spiegato Raffaele, «unendo una sezione fissa e diverse parti mobili che possono essere installate nei vari centri per monitorare il clima o ospitare iniziative specifiche». E l’avventura per i ragazzi non è ancora finita: gli studenti sono ancora in contatto con i gruppi con cui hanno lavorato, ha spiegato Fico, e in febbraio i team di Chiara e Raffaele saranno ospiti a Bologna nello studio del noto architetto Mario Cucinella, che li accompagnerà nella creazione di plastici basati sui progetti premiati.


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