La sardine in piazza a Sondrio: «Proposte politiche? No, rivoluzione di idee»
Ribaditi i messaggi per i diritti «per tutti», a favore del dialogo e del rispetto «verso ogni essere umano»

La sardine in piazza a Sondrio: «Proposte politiche? No, rivoluzione di idee»

Al suono dell’inno nazionale e di “Bella ciao” hanno lanciato messaggi contro l’odio e il razzismo. I numeri ufficiali: 150 i partecipanti, ma forse erano di più.

Al suono dell’inno nazionale e di “Bella ciao”, le sardine valtellinesi si sono riunite in piazza Campello per dire no all’odio, all’intolleranza, al razzismo, alla violenza. Ieri sera in centro città si è tenuta la manifestazione organizzata dal gruppo locale delle sardine, ispirato al movimento lanciato a Bologna a metà novembre: circa 150 i partecipanti secondo le forze dell’ordine, anche se in piazza molti conteggiavano una presenza più nutrita, intorno alle trecento persone, in maggioranza ragazzi ma con una “rappresentanza” piuttosto numerosa anche di persone più adulte.

La manifestazione è iniziata poco dopo le 18, quando in piazza Campello sono arrivati i primi partecipanti, mentre i promotori – ragazzi che si sono riuniti attraverso il gruppo Facebook “Sardine provincia di Sondrio” - allestivano una mini-tribuna intorno alla fontana sul lato sud della piazza. Di qui a turno hanno letto il manifesto delle sardine valtellinesi, ribadendo il messaggio della manifestazione: per la tolleranza, la pace, i diritti «per tutti», a favore del dialogo e del rispetto «verso ogni essere umano», contro l’odio, la violenza (anche quella verbale), il pregiudizio e la discriminazione basati sul colore della pelle, l’etnia, il genere, l’orientamento sessuale delle persone, «l’uso strumentale dei simboli religiosi per fare propaganda», hanno spiegato.

«Non siamo qui per lanciare proposte politiche - hanno ribadito, facendo riferimento alle polemiche delle scorse settimane sul movimento a livello nazionale -, ma per lanciare una rivoluzione di idee, per evolvere insieme verso l’amore universale e il rispetto per tutti. Vogliamo ribellarci a questo modo di parlare, dobbiamo iniziare ad ascoltarci e dialogare perché il dialogo e il rispetto sono l’unico modo di ottenere un’unità fra persone che la pensano in modo diverso». Fra i partecipanti molti erano muniti di cartelli con il disegno della sardina, riuniti intorno allo striscione con il motto della manifestazione, “Sondrio si slega”, ma si sono viste anche alcune bandiere della pace, le uniche che gli organizzatori avevano chiesto di portare in piazza perché «simboleggiano i valori per cui manifestiamo, quelli che tutti dovremmo condividere». Il messaggio delle sardine infatti va oltre gli schieramenti partitici, hanno spiegato gli organizzatori: «Siamo teste pensanti - hanno detto -, meritiamo di avere politici che ci rappresentino impegnandosi a sviluppare il pensiero critico, l’attenzione, la capacità di decidere di ciascuno, non a fare propaganda».

Per aprire la manifestazione le sardine valtellinesi hanno cantato l’inno nazionale, poi intorno alle 19 hanno lanciato un’ondata di abbracci in piazza, a simboleggiare «la voglia di unirsi in un grande abbraccio chiamato democrazia», prima di cantare in coro “Bella ciao”, «una canzone che parla di libertà per tutti».


© RIPRODUZIONE RISERVATA