«La sanità locale torni dentro i confini provinciali»

«La sanità locale torni dentro i confini provinciali»

A quasi un anno dall’entrata in vigore della nuova legge lombarda, il Pd di Sondrio chiede a Milano di tornare sui suoi passi. E di farlo a vantaggio dei cittadini in virtù di quella specificità montana riconosciuta dalla legge Delrio.

«Manca una guida forte ed autorevole della sanità lombarda nel momento del cambiamento in atto - dice il segretario provinciale Giovanni Curti -. L’assenza di regia sta bloccando la riforma e gli effetti sui servizi si fanno sentire. La confusione è molta:gli operatori e gli amministratori stanno riscontrando molte difficoltà e nutrono dubbi sulle scelte fatte. Erano state promesse maggiori risorse, ma nei bilanci si sta procedendo a tagli. La zonizzazione delle nuove Ats e Asst stanno creando problemi».

Scelte «sbagliate e peggiorative» per quanto riguarda la provincia di Sondrio accorpata alla Valcamonica nel primo caso e al Medio Alto Lario per quanto riguarda gli ospedali. «Anziché più integrazione e servizi sul nostro territorio si stanno manifestando più costi e difficoltà nei servizi- ancora Curti -. Per rispettare i tempi di attesa, non si può dire ai cittadini di Sondrio che possono andare all’ospedale di Menaggio perché fa parte della stessa Asst».

Per questo il Pd chiede che la Regione proceda con una valutazione seria dello stato dell’arte. «A volte bisogna avere il coraggio di ammettere che il percorso previsto dalla riforma può essere modificato - prosegue Curti -.In particolare, per Sondrio riportando Ats e Asst alle originarie dimensioni provinciali per favorire la vera integrazione territoriale dei servizi. Con il riconoscimento della specificità montana alla provincia di Sondrio, per le sue caratteristiche, si è voluto sottolineare la peculiarità e la necessità di specifiche forme di autonomia gestionale. Autonomia che si concretizza in particolare nell’organizzazione dei servizi e delle risorse. La revisione della riforma sanitaria deve necessariamente tener conto di questa impostazione».

La richiesta alla Regione Lombardia va di pari passo con l’appello al territorio «che - dice Curti - entro i propri confini deve avere il coraggio di superare la visione campanilista della sanità, dei doppioni per innalzare la qualità della risposta ospedaliera e dei servizi socio-sanitari assistenziali».

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