La risalita di Sondrio nella qualità della vita: ottava per “Italia Oggi”
Pubblico in piazza Garibaldi a Sondrio per un concerto (Foto by foto archivio)

La risalita di Sondrio nella qualità della vita: ottava per “Italia Oggi”

La risalita di Sondrio. Passata dal sedicesimo posto all’ottavo. Un ritorno della top ten della classifica sulla qualità della vita nelle province italiane realizzata da “Italia Oggi” (in edicola oggi) con l’Università La Sapienza di Roma, giunta alla ventesima edizione.

È Bolzano la provincia dove si vive meglio in Italia e riconferma la posizione dello scorso anno, seguita da Trento e Belluno. La ricerca fotografa modelli virtuosi, criticità e cambiamenti in atto nelle province e nelle principali aree del Paese. Sono nove le “griglie” dell’analisi: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, con 21 sotto dimensioni e 84 indicatori di base. Dalla quarta alla decima posizione si trovano tutte città che hanno recuperato rispetto all’anno scorso, salvo una, Treviso, che è passata dalla sesta alla nona posizione. Al quarto posto Siena, che ha recuperato sette posizioni (era 11a), seguita da Pordenone, che passa dalla nona alla quinta, e da Parma, che ha guadagnato una posizione rispetto al 2017 (era 7a). In forte ascesa Aosta e, come detto, Sondrio, rispettivamente al 7o e 8o posto, partendo dal 18o e dal 16o della passata edizione. Decima Cuneo, che ha guadagnato tre posizioni. Non resta ora che attendere il responso, atteso a giorni, del “Il Sole 24Ore” sulle capitali del “buon vivere”. Nel 2016 Sondrio si era piazzata quinta, lo scorso anno è salita al terzo posto, dietro Belluno e Aosta.

Tornando alla classifica che sarà diffusa oggi, balzo indietro della capitale: Roma retrocede di 18 posizioni. Male anche Venezia. Stabili Napoli (in terzultima posizione) e Palermo (106a). Fanalino di coda Vibo Valentia.

Il 2018 è l’anno delle conferme, sia di alcune performance sia di alcune tendenze emerse nelle precedenti indagini: dallo sfumare del contrasto Nord-Sud in termini di buona qualità di vita legata al benessere economico, all’acuirsi del divario fra piccoli centri (in cui si vive meglio) e grandi centri urbani, in cui la vita è invece sempre un po’ più difficoltosa. Fenomeno testimoniato, fra l’altro, dal brusco scivolone della capitale, scesa dal 67o all’85o. Elevato il calo anche a Bari (dal 96o al 103o posto) e a Firenze (dal 37 o al 54o posto). Tendenzialmente, comunque, nei capoluoghi di regione la qualità della vita è aumentata, salvo che in sette città. Oltre che a Bari e a Firenze, a Catanzaro (dal 92o al 95o posto), all’Aquila (dal 68o al 72o), a Potenza, che ha perso 20 posizioni (ora è 64a), arretramento simile a Venezia (al 62o dal 41o posto). Torino perde una posizione, ed è 78a. Stabili invece Napoli (108a) e a Palermo (106a).

Come si vive in Italia? Nell’insieme, un po’ meglio: nel 2018 sono infatti 59 su 110 le province in cui la qualità della vita è risultata buona o accettabile, rispetto alle 56 del 2016 e del 2017: si tratta del migliore dato registrato negli 5 cinque anni. Stabile la situazione del Nord Ovest e del Mezzogiorno, in netto miglioramento quella del Nord Est e del Centro (Roma a parte). Le migliori performance sono delle piccole città: ottime le posizioni di Siena, Pordenone, Parma, Aosta, Sondrio, Treviso e Cuneo. Treviso, in particolare, risulta la provincia più sicura d’Italia. Trento, Bolzano e Bologna le realtà più positive per affari e lavoro. Parma, Siena, Trento e Piacenza quelle con la migliore offerta finanziaria e scolastica; Isernia, Pisa, Ancona, Siena e Milano quelle con il più efficiente “sistema salute”. Maglia nera alla calabrese Vibo Valentia, in coda alla classifica in compagnia di Catania, Napoli, Siracusa e Palermo.


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