La regina della moda  con il cuore nella Valle

La regina della moda

con il cuore nella Valle

Al convegno su Rosa Genoni presentati anche documenti inediti

«Non faceva mistero delle sue idee e dava sussidi a famiglie bisognose»

Un documento, datato 17 maggio 1937, in cui il Regio Ufficio di pubblica sicurezza di confine a Tirano, al Questore scrive: «Durante la sua permanenza in questo Comune, [Rosa Genoni] pur non esplicitando una vera e propria attività politica non faceva mistero delle sue idee estremiste. Ella era qui ben vista in quanto, per la sua florida posizione finanziaria, elargiva sussidi a famiglie bisognose e alle istituzione benefiche».

È questa la chicca, trovata dallo studioso di storia locale Pierluigi Zenoni all’Archivio di Stato di Sondrio, presentata per la prima volta, ieri mattina, al convegno che il Comune di Tirano ha dedicato a Rosa Genoni (1867-1954) sviscerandone passioni e interessi fra alta moda, insegnamento professionale, imprenditorialità, impegno politico e femminista, impegno pacifista. Il documento dimostra, ancora una volta, la “valtellinesità” della stilista Genoni che ha continuato a mantenere i rapporti con la sua terra nativa, Tirano - dove era nata e cresciuta fino all’età di 10 anni, quando è stata mandata a Milano dalla zia a lavorare come “piscinina” (tuttofare) per imparare il mestiere di sarta – e Grosio dove abitava la nonna materna Catterina (con due “tt”) cui Rosa era molto legata.

La Valtellina insomma rimase per tutta la vita nel cuore di Rosa. E agli abiti delle valtellinesi - «le sottane nere a fitte pieghettature» e i «boleri dalle ampie maniche», come disse al Primo congresso nazionale delle donne sui canoni della moda nel 1908 – la ispirarono insieme al «fresco olezzante Quattrocento», al «magnifico e pomposo Cinquecento» e allo «arabesco Barocco» per creare per la prima volta la moda italiana, non più influenzata da quella francese. Sul prestigioso abito da ballo ispirato a Flora della “Primavera” di Botticelli, che ha vinto il Grand Prix della Giuria all’Expo di Milano nel 1906, Rosa aveva sparso, d’altra parte, preziose decorazioni che ritraggono i fiori di questa Valle.


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