La qualità della vita «anche quando non si può guarire»
Lo staff del dottor Fabio Rubino (quarto da sinistra) si divide tra Morbegno e Sondalo

La qualità della vita «anche quando non si può guarire»

Morbegno, per la Giornata nazionale del sollievo porte aperte all’Hospice diretto dal dottor Rubino. Chiarimenti su cure palliative e terapie del dolore.

La vita che si afferma anche svincolata dalla speranza. Con grande attenzione ieri Morbegno ha partecipato agli eventi per la 18ª Giornata nazionale del sollievo, 160 iniziative in tutta Italia per «promuovere e testimoniare la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale, in favore di tutti coloro che stanno ultimando il loro percorso vitale, non potendo più giovarsi di cure destinate alla guarigione». Molti cittadini, famiglie, hanno partecipato all’open day proposto dall’Hospice di Morbegno, nel reparto specializzato del presidio ospedaliero in via Morelli.

Organizzava la giornata il Servizio di Cure palliative dell’Azienda Socio sanitaria territoriale della Valtellina e Alto Lario, occasione di approfondimento sull’attività ospedaliera e domiciliare offerta. A partire dalle 9 gli operatori presentavano le molteplici opzioni terapeutiche svolte a beneficio dei pazienti e dei loro familiari. Una realtà consolidata quella delle Cure palliative operativa in Valtellina, all’avanguardia nel settore, forte di 18 posti letto in Hospice, fra Morbegno e Sondalo, e di una serie di «opportunità assistenziali studiate per coloro che preferiscono essere seguiti a casa propria attraverso il servizio di ospedalizzazione domiciliare». In totale sono stati 511 i pazienti assistiti lo scorso anno, di cui 285 ricoverati in Hospice e 226 seguiti a domicilio. In via Morelli, al terzo piano la popolazione incontrava lo staff del servizio, le psicologhe, il personale infermieristico. Alla direzione il dottor Fabio Rubino, Anestesista e terapista del dolore all’ospedale Niguarda a Milano, da ottobre 2018 a Morbegno e Sondalo per dirigere i reparti. Invitata anche la stampa, presentata la mostra fotografica di Domiziano Lisignoli, esposta nelle scorse settimane a Milano, a Palazzo Reale, in occasione dei 20 anni di fondazione della Federazione Cure palliative. Molto studiata la presentazione da parte dello staff, di Lisignoli, fotografo valchiavennasco (lavora anche per la nostra testata) e attivo con le onlus che sensibilizzano sul tema del sollievo dal dolore rivolta ai malati terminali. Oltre alla mostra venivano proposti dei video suggestivi, per precisare cosa si intenda oggi sul fronte medico, poter garantire e mettere a disposizione dei malati cure palliative e terapie del dolore.

«Non interveniamo più per guarire – ha precisato al pubblico, durante l’open day il direttore del servizio, dottor Fabio Rubino – per la malattia terminale noi ci occupiamo della qualità della vita, di cercare di mantenerla togliendo angoscia al dolore. Così da riacquistare concretamente il proprio tempo. Non si sa quanto, ancora ci aspetta, quanta vita si abbia davanti, non si può sapere, ma si cerca di aggiungere vita ai giorni».


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